Lupo fa mille chilometri per cercare la fidanzata

È partito dall’Oregon, è quasi arrivato in California, però non ha ancora trovato la sua anima gemella. Ma è già diventato una star

Salve, sono un lupo solitario. Gli umani che studiano le mie mosse mi chiamano Or-7, e non mi si venga a chiedere le ragioni di un nome simile. Cose loro, non me ne può importare di meno. Ho altro per la testa. Potrei usare mille metafore per descrivere il mio problema, ma preferisco essere diretto, sicuro che molti comprenderanno meglio. Sto girando l'America alla ricerca di una femmina. Non una femmina qualsiasi: la mia femmina. La gente sa che i lupi solitamente non vanno tanto per il sottile: i miei colleghi, arrivati ad una certa età, si scelgono una tipa niente male per farci dei figli e mettere su il branco. Al massimo, combattono con qualche idiota che si fa strane idee sulla stessa lupa, ma una volta ristabilita la legge del più forte il matrimonio va a buon fine.
Non ci trovo nulla da ridire, in questa legge sociale: padronissimi gli altri di uniformarsi alle regole naturali. Non mi impongano però di adeguarmi. Sono di un'altra pasta: sogno l'anima gemella e per favore nessuno si permetta di giudicarmi presuntuoso. Semplicemente, voglio sentirmi libero di inseguire il mio sogno. Finora ho percorso centinaia e centinaia di chilometri, attraverso questo bellissimo stato che è l'Oregon, fino alle porte della California. I biologi mi stanno alle calcagna, non si perdono un solo metro dei miei spostamenti: questi ficcanaso mi hanno piazzato un collarino che segnala costantemente la posizione.
Dev'essere per questo, credo, che ormai sono diventato una celebrità. Uno vorrebbe farsi gli affari propri senza occhi addosso, soprattutto in questo caso, quando entrano in gioco i sentimenti. Ma con questo vizio del reality su tutto e su tutti che avete voi umani, non ho scampo. Ogni volta che attraverso il confine di una contea, televisioni e giornali locali mi dedicano titoli del tipo «Benvenuto Or-7, benvenuto tra noi!». Questa popolarità, sinceramente, non mi fa né caldo né freddo, perché conosco il mondo (ho fatto anch'io i miei studi, senza essere biologo): so perfettamente, per esempio, che tra tanti simpaticoni in adorazione c'è qualche fetentissimo allevatore col fucile carico a pallettoni, ansioso di bucherellarmi la pelliccia nell'oscurità della campagna. D'accordo, ultimamente frequento i pollai con una certa voracità, ma non è cattiveria: per quanto poeta, resto pur sempre lupo. Quando la fame stringe, non è che posso servirmi da McDonald's.
Questa è la vita, ragazzi. C'è chi si preoccupa soltanto di riprodursi e di riempirsi la pancia, vivendo beato senza alzare mai la testa, ma c'è anche qualcuno che proprio non ce la fa. Io ho bisogno d'altro. Certo ho avuto anch'io i miei incontri e i miei approcci, ma mai quello giusto per fermarmi. Inseguo la lupa dei miei sogni, so che da qualche parte esiste e prima o poi la troverò. Dovessi vagare mille anni. E se anche non la troverò, poco importa: morirò contento, perché comunque ne sarà valsa la pena. In fondo, non è poi così fondamentale trovare: la cosa veramente importante è cercare.
Spero che qualcuno di voi possa condividere quanto intendo dire. Vedo che molti uomini, ormai, vivono in branco, con la testa bassa, preoccupati soltanto di obbedire al capo. Ma so per certo che qualcuno resiste, sognando un giorno di uscire dal branco, inseguendo il suo sogno di lupo solitario. Parola di Or-7: non è niente male. Molti benpensanti osservano la mia interminabile ricerca, su e giù per l'America, e provano pena. Ma possono risparmiarsela. Per quanto mi riguarda, potrei provare pena per loro, chiusi nei ristretti confini della banalità. Ma non ne sono capace: sono un lupo solitario, e i lupi solitari amano sopra ogni cosa la libertà, per sé e pure per gli altri. Libertà di andare, di pensare, di essere.
Allora: ciascuno per la sua strada, e che nessuno ascolti la mia storia pensando «poverino». Non sono un poverino: sono una bestia particolare, che insegue l'irresistibile richiamo del cuore. So che da qualche parte lei mi sta aspettando. Credo a Platone, che ha spiegato l'amore con una leggenda bellissima: all'origine uomo e donna erano una creatura unica, forte e potente, tanto che Zeus decise di dividerla in due parti, per evitare rischi. Da allora, le due parti sono spinte dal desiderio di ricongiungersi. Ognuno di noi è solo la metà di un essere originario: l'amore è la ricerca della metà perduta, è l'aspirazione suprema a ricongiungersi proprio con lei.
Scusate, forse la faccio troppo romantica, ma ho tutta l'impressione che voi umani fatichiate a capirmi. Sento dire che avete indetto un concorso mondiale per trovarmi il nome giusto, come se questo fosse il problema. Voglio dirlo, senza offesa: non è di un nome che ho bisogno. Ho bisogno soltanto di trovare la parte di me che mi manca tanto. La mia lupa, l'unica lupa possibile. Quanto al nome, non state a lavorare troppo di fantasia. Mi chiamo lupo solitario, e non c'è bisogno di aggiungere altro.