Il lupo incassa altri 40mila euro, ma fanno festa pure volpi e visoni

(...) non viene discriminato, ma anzi per lui c’è un capitolo (e altri soldi) a parte nel documento approvato dalla giunta che non lo costringe ad accontentarsi delle briciole della scorpacciata. Il lupo, tra l’altro, è tranquillo, perché sa che non si tratta di una favola, quindi lui non rischia neppure di fare una brutta fine, ma anzi potrà godersi quei 40mila euro previsti dalla delibera per la «realizzazione delle azioni legate al progetto regionale “Il lupo in Liguria”, di cui alla deliberazione della giunta regionale 24/11/2006». Appunto, anche questa volta arrivano fior di palanche per completare, per aumentare quegli stanziamenti già decisi anni fa e per i quali sono già arrivati centinaia di migliaia di euro per le «azioni di valorizzazione della presenza del lupo in Liguria».
Poi però ci sono gli altri animali. E la Regione, nello stesso documento approvato su iniziativa dell’assessore all’Ambiente Franco Zunino, pensa anche a loro. Nella riunione di giunta del 27 marzo scorso, infatti, all’ordine del giorno c’è la distribuzione dei soldi pubblici nei vari capitoli di bilancio relativi agli interventi per la tutela ambientale. Spazio (e contributi) per le necessarie bonifiche di siti inquinati, per la salvaguardia di aree di pregio, per gli incentivi alla raccolta differenziata. Ma c’è anche il resto. Ad esempio i 340mila euro «per interventi volti al miglioramento dello stato di conservazione degli habitat di cui all’allegato “I” della direttiva, bla bla bla». Che poi, detti così, con riferimenti ad articoli, commi e allegati, potrebbero essere persino scambiati per interventi mirati. «Detti così speravano solo di renderci la vita difficile», obietta Matteo Rosso, consigliere regionale del Pdl, cacciatore di sprechi per vocazione, con una particolare predilezione per il canis lupus, viste le battaglie già condotte nei mesi scorsi contro gli stanziamenti troppo generosi per la tutela del predatore dei boschi liguri.
«Invece siamo andati a cercare gli allegati - riprende Rosso - e ne sono saltate fuori delle belle a proposito delle specie per le quali vengono spesi quei soldi». Parla al plurale, perché ormai lui e Gianni Plinio lavorano fianco a fianco. E la storia dei finanziamenti per il lupo (i primi, non quelli riproposti adesso nella delibera del 27 marzo) erano diventati uno dei simboli della loro «carovana anti sprechi» con cui stanno girando la Liguria. «Nell’impiego dei fondi deliberati, secondo la direttiva europea, vanno privilegiati gli interventi a favore di quegli animali contrassegnati da asterisco - fa notare Plinio - Siamo andati a vedere di che bestie si tratti, visto che negli allegati si fa riferimento ai nomi scientifici delle varie specie. C’è ad esempio il gulo gulo, l’alopex lagopus, il pteromys volans». Tradotto, il ghiottone, la volpe artica, lo scoiattolo volante. Tipiche bestie liguri, come pure il visone o il bisonte europeo, la foca monaca e la lince pardina. «Noi però finanziamo interventi a loro favore - incalza Plinio - In realtà, c’è scritto chiaramente in delibera, i soldi vanno alle varie comunità montane, ai parchi e enti vari. Che poi saranno costretti a non usarli per l’habitat dell’arcipenser sturio e quindi dovranno tenerseli per altri motivi».
L’arcipenser sturio, per dovere di cronaca, è lo storione. Potrebbe essere davvero utile creagli un habitat ideale magari nel lago di Malanotte. Chissà mai che per la festa della gang del bosco non ci sia anche il caviale.