L'uragano Dean è arrivato in Messico, ma perde forza

Dopo aver flagellato la Giamaica, ha raggiunto lo Yucatan con venti a 260 km orari, poi ha perso potenza. Circa 20mila gli italiani in ferie in Messico, ma la Farnesina rassicura. <a href="/media.pic1?ID=227"><strong><font color="#ff6600">Guarda le immagini</font></strong></a>

Roma - Dopo aver flagellato la Giamaica, l’uragano Dean ha raggiunto la massima categoria, la numero 5, ed ha raggiunto la penisola messicana dello Yucatan con venti alla velocità di 260 chilometri l’ora. Dopo che le località messicane della Riviera Maya e della costa caraibica sono state raggiunte dalle tempeste tropicali, si teme ora che l’occhio dell’uragano si abbatta più a sud, alla frontiera con il Belize. Il presidente messicano Felipe Calderon ha intanto deciso di abbreviare il suo viaggio in Canada, dove si è recato per il summit nordamericano con il presidente americano George Bush e il primo ministro canadese Stephen Harper, ed è atteso in patria in giornata.

Massima allerta per 20mila italiani in Yucatan La Farnesina ha contattato telefonicamente circa 700 persone in Yucatan, iscritte a "Dove siamo nel mondo", sito del ministero in cui gli italiani temporaneamente all'estero possono segnalare i propri dati. E " Altre 15-20.000 persone sono state chiamate dai tour operator", cerca di tranquillizzare Elisabetta Belloni, portavoce dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri: "L’allerta è massima, ma la situazione è sotto controllo". L’allerta sembra rientrata a Cancun, riferisce la Farnesina, e nella città è aperto anche l’aeroporto. "Non sono previsti voli di rimpatrio, ma i tour operator hanno intensificato i charter", ha sottolineato Belloni. Contattati anche un centinaio di italiani in Belize, dove secondo la portavoce dell’Unità di Crisi, le autorità hanno chiuso le frontiere e predisposto un piano di emergenza. Molti connazionali si trovano in centri certificati come anti-cicloni, per lo più alberghi costruiti per resistere alle tempeste. Sono stati contattati inoltre circa duemila italiani che si trovano in Giamaica, dove l’uragano Dean è passato nei giorni scorsi .

12 morti in Giamaica Il centro nazionale americano per gli uragani di Miami, che la scorsa notte ha promosso Dean alla categoria 5, lo ha definito «potenzialmente catastrofico». I suoi effetti, quando era ancora categoria 4, si sono fatti sentire sin da sabato quando ha investito Haiti, la Repubblica Dominicana, e le isola di Santa Lucia, la Martinica e Dominica, prima di colpire la Giamaiaca. I morti sono almeno 12. In Giamaica, dove si contano i danni e la capitale Kingston è stata allagata, è in vigore un coprifuoco per evitare saccheggi, mentre elettricità e trasporti sono ancora bloccati. In Messico la compagnia petrolifera di Stato, Petroleos de Mexico, ha iniziato ad evacuare 18mila lavoratori dalle piattaforme di estrazione nel Golfo del Messico, tagliando così la maggior parte della produzione del Paese. Nello Yucatan è stato dichiarato lo stato d’emergenza din 106 località, fra cui mete turistiche come Cancun, Playa del Carmel, Tulum e Cozumel. Turisti. Residenti e turisti sono stati evacuati dai luoghi più a rischio in autobus e aereo.

Allarme in Texas Nel Texas, che potrebbe essere raggiunto dall’uragano dopo il Messico, il governatore Rick Perry ha richiamato la guardia nazionale e approntato 3mila autobus nel caso fosse necessario evacuare le aree più esposte. L’arrivo dell’uragano ha provocato il rientro anticipato dello Shuttle Endeavour che atterrerà oggi nel luogo previsto di Cape Canaveral in Florida. Doveva originariamente arrivare domani, ma si temeva che l’arrivo di Dean potesse mettere a rischio le operazioni nel centro di controllo Nasa di Houston in Texas.