L'uragano flop: Irene, declassato, fa pochi danni Era solo una tempesta in un bicchier d’acqua

L’uragano, declassato, provoca 15 morti, qualche allagamento e mille polemiche: &quot;Soldi buttati via&quot;. E New York torna subito in strada tra partite di calcetto e sfide pazze. Il ciclone in diretta: <a href="/esteri/ho_visto_mostro_arrivare_cielo_e_sparire_cicale/29-08-2011/articolo-id=542446-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>&quot;Ho visto il mostro arrivare dal cielo (e sparire con le cicale)&quot;</strong></a>

New York. Cronaca di un uragano annunciato e che poi non c’è stato. New York si preparava al peggio, ma lo scenario catastrofico, almeno dal punto di vista dei danni, non si è verificato, per fortuna della città e dei suoi abitanti. Irene è passata sopra New York in direzione nord-nordest, sferzando una città semideserta con venti da oltre 100 chilometri orari, ma senza provocare i disastri temuti: e i newyorkesi sono di nuovo usciti di casa, mentre il sindaco Michael Bloomberg ha autorizzato i 370.000 evacuati a tornare nelle loro abitazioni. «Il peggio è passato» ha sigillato la giornata il sindaco. La vera odissea comincia adesso per i pendolari per esempio che da oggi tornano al lavoro anche se i danni alle rete ferroviaria e della metropolitana sono stati minimi.

L’effetto più grave dell’uragano a New York è finora solo il taglio della corrente elettrica a un milione di persone in città e nei sobborghi oltre a qualche allagamento nelle zone limitrofe al mare. Ma le autorità avvertono che la tempesta grande come l’Europa rimane pericolosa soprattutto perché può causare inondazioni, e perché i venti rimagono forti abbastanza da strappare rami. «Non siamo ancora fuori pericolo», ha detto il segretario alla sicurezza nazionale, Janet Napolitano.

I morti accertati sono 15 finora, nessuno a New York. Secondo il calcolo di Cnn che cita le autorità locali ci sono state sei vittime in North Carolina, quattro in Virginia, due in New Jersey, una ciascuna in Connecticut, Maryland e Florida. In gran parte sono persone colpite da rami e cavi elettrici, ma in Florida la vittima è un incauto surfista annegato nell’Atlantico.

Nessuna vittima a Philadelphia dove gli allagamenti sono rilevanti. Un reattore nucleare nel Maryland è stato chiuso per precauzione. Il conto totale delle persone senza corrente elettrica è 4 milioni e in alcuni casi, per esempio in New Jersey, si teme che restino senza per una settimana.

A salvare New York da danni seri è stata la bassa marea e il fatto che Irene si è fermata sopra il Nord Carolina più del previsto. L’occhio della tempesta ha colpito la città alle 9 quando l’alta marea era già scesa, diminuendo di molto l’altezza dell’onda di acqua salata che ha scavalcato spiagge e barriere inondando le zone a livello del mare. Anche così però trasporti pubblici e aeroporti rimangono chiusi e senza previsioni attendibili per quando riapriranno: stesso discorso per i treni pendolari, con molti depositi e binari sotto l’acqua. Intanto il sole ha fatto capolino su New York, ma il vento a tratti è ancora forte.

Quello che colpisce tornando a passeggiare dopo la bufera notturna è il contrasto: la città appare ancora spettrale, i ristoranti e i negozi ancora chiusi, le finestre dei condomini ancora sbarrate. Per la maggior parte delle vie continua a regnare un silenzio surreale. Ma improvvisamente la gente, che non vede l’ora di tornare alla normalità, torna in strada. Ricompaiono gli appassionati del jogging e i turisti con le macchine fotografiche, si gioca a hockey a calcetto, ci si sfida a gare sulle strade bagnate a pancia in giù. Tutti adesso minimizzano il passaggio dell’uragano. «Temevamo il peggio ma in realtà ci è sembrata solo una forte pioggia», raccontano Marianna e David, due turisti spagnoli in vacanza nella Grande Mela. Anche la Freedom Tower, a Ground Zero, resiste all’attacco dell’uragano, declassato a tempesta tropicale. Le celebrazioni per il decennale dell’11 settembre rischiavano di essere rovinate. Il grattacielo che sta sorgendo sulle ceneri del vecchio World Trade Center infatti era tra gli obiettivi più esposti alla furia dei venti. Ma la Torre ha respinto Irene.

I danni assicurati dell'uragano Irene saranno comunque compresi tra i 2 e i 3 miliardi di dollari, mentre le perdite totali dovrebbero ammontare attorno ai 7 miliardi di dollari. Quattro milioni di persone sono rimaste al buio ma ora i voli sono ripresi. E cominciano le polemiche su «troppo allarmismo e troppi soldi spesì» per una tempesta troppo sopravvalutata. Ma questa è la normalità.