Lusetti e Bocchino: "Pronti a chiarire ogni cosa"

La difesa dei due parlamentari coinvolti nella vicenda delle tangenti pagate dall'imprenditore Romeo. Il deputato del Pdl: "Usate le intercettazioni, pronto a fare luce". Lusetti: "Estraneo ai fatti"

Roma - "Ho profonda fiducia nella magistratura napoletana, mi presenterò il 12 gennaio al gip e chiederò alla giunta per le autorizzazioni di dare parere favorevole all’uso delle intercettazioni perchè questo mi permetterà di spiegare questa vicenda Kafkiana". Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl della Camera, scende in sala stampa a Montecitorio, riferisce che a suo carico la procura di Napoli ha chiesto gli "arresti cautelari in carcere" (per lui e per il collega Pd Renzo Lusetti) e illustra ai giornalisti il contenuto degli atti che gli sono stati recapitati oggi. Atti che contengono accuse, ad avviso di Bocchino, assolutamente risibili. "Vengo accusato di aver consigliato un grande chef per un albergo del dottor Romeo - spiega Bocchino - e di aver tranquillizzato Romeo sul fatto che il gruppo di An in consiglio comunale a Napoli si sarebbe attenuto alle direttive europee. Notate che poi il mio gruppo ha fatto ostruzionismo contro l’azienda di Romeo per 18 ore ed ha votato contro la gara d’appalto a suo favore". Bocchino si sente dunque "tranquillo" tanto da non voler attaccare in nessun modo la magistratura: "Ho profonda fiducia, non si deve fuggire, non si deve passare al contrattacco verso la magistratura che è un potere fondamentale, come parimenti serve un potere politico che svolge il suo ruolo".

Lusetti "Ho appena avuto notizia di un procedimento nei miei confronti da parte della procura della Repubblica di Napoli. Nell’affermare la mia assoluta estraneità per ogni eventuale reato per il quale la procura di Napoli procede darò ai magistrati la mia immediata disponibilità a essere sentito per ogni necessario chiarimento". Così Renzo Lusetti in una nota.