Il Lussemburgo farà il referendum

Bush riceve la troika di Bruxelles: «Gli Usa per un’Europa forte»

Il Lussemburgo è pronto a rischiare e confermare la data del referendum sulla Costituzione europea, il prossimo 10 luglio. L’indiscrezione è stata resa nota da diverse fonti comunitarie. Oggi il Parlamento del granducato, che fino al 30 giugno ha la presidenza di turno del Consiglio europeo, si riunirà per prendere la decisione finale. In caso di conferma, si tratta di una scelta particolarmente coraggiosa, che arriva dopo il doppio no di Francia e Olanda alla Carta e il fallimento del Consiglio europeo di giovedì sulle prospettive finanziarie del periodo 2007-2013. Durante il vertice, i capi di Stato e di governo dei 25 Paesi membri avevano sottolineato la necessità di un «periodo di riflessione», rinviando la conclusione del processo di ratifica della Carta costituzionale dalla fine del 2006 a metà del 2007. Invece il premier Jean-Claude Juncker, che gode di un’ampia maggioranza, ha deciso di rischiare, pronto anche alle dimissioni in caso di una terza batosta referendaria.
Ieri Juncker era in visita alla Casa Bianca come presidente di turno del Consiglio europeo assieme a José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, e al «ministro» degli Esteri Javier Solana. La troika ha dichiarato che l’Europa continuerà a giocare un ruolo internazionale. Un concetto fatto proprio dal presidente Usa Bush: «Gli Stati Uniti - ha sottolineato - vogliono un Europa forte. Abbiamo affrontato questioni importanti e dobbiamo lavorare insieme per raggiungere obiettivi come la diffusione della democrazia e la lotta al terrorismo». Ottimismo anche da parte di José Manuel Barroso che durante la conferenza stampa congiunta con il presidente Usa ha dichiarato: «Il mondo è un posto migliore quando gli Stati Uniti e l’Europa lavorano insieme».