Il lusso dell’uomo ecologico è la giacca a energia solare

È l’idea di Zegna. Aida Barni crea le maglie con l’antizanzara naturale per chi gioca a golf

da Firenze

C’è una coscienza ecologica nella moda italiana, il lusso pulito è la scommessa vincente del nostro stile contro l’abbigliamento prodotto in altri Paesi che se ne infischiano del trattato di Kyoto. I dati diramati dall’Organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro: un chilo di abbigliamento made in China ha un impatto ambientale dal 70 al 120 per cento in più rispetto alla stessa quantità di manufatto italiano. Ma oltre all’intelligenza produttiva del made in Italy, c’è una grande ricerca di contenuti creativi sulla nuova eleganza «verde». Lo dimostrano le più interessanti collezioni maschili per la prossima estate viste a Firenze dove oggi si conclude la 72ª edizione di Pitti Immagine Uomo. Nello stand di Ermenegildo Zegna, per esempio, è stata presentata la Solar Jacket, una magnifica giacca in microtene (tessuto così impermeabile che puoi passare indenne sotto le cascate del Niagara) con il collo di neoprene (il materiale delle mute da sub) in cui sono alloggiate due celle solari che alimentano una batteria al litio nascosta nel taschino. Si possono così ricaricare telefonino, Blackberry, computer portatile e i-Pod.
Formidabile anche l’idea di Aida Barni, grande signora del cashmere italiano, che ha creato delle speciali maglie con un trattamento antizanzara per chi vuole giocare a golf senza il fastidio delle punture e dei bagni nell’Autan. «Mi sono rivolta a Technotessile - spiega -, l’azienda che mise a punto i trattamenti antiinsetto per i soldati americani in Vietnam. Per le nostre maglie hanno utilizzato sostanze che non inquinano ma funzionano benissimo: basta ricaricare l’insetticida sul capo dopo tre lavaggi con l’apposito kit». Vista la drammatica situazione dello smaltimento dei rifiuti in Campania, è particolarmente lodevole l’iniziativa di Isaia, azienda che ha sede a Casalnuovo, poco distante da Napoli, per controllare la raccolta differenziata degli scarti industriali riciclabili tipo avanzi di tessuto oppure carta. «Stiamo inoltre portando avanti un progetto per l’energia solare» spiega Gianluca Isaia giustamente orgoglioso anche di Acqua Chino, il tessuto dei mitici pantaloni chinos per raffinati completi da uomo deciso a non bagnarsi perfino in caso di acquazzone estivo. Lo stesso effetto si ottiene anche con il lino spalmato di cere naturali al posto delle resine sintetiche lanciato dal marchio Messagerie dopo tre anni di ricerche. «Per creare speciali effetti di luce sui capi li mettiamo a riposare nei bottoli delle concerie - spiega Patrizio Piscaglia, stilista della griffe -. Il colore che viene meglio è il nero-carbone».
Ingram, storico marchio di camiceria del Gruppo Inghirami, lancia la Flexible Shirt, camicia trasformista che permette con un gesto di cambiare le maniche lunghe in corte e il collo tradizionale nel modello alla coreana. In questo modo negli uffici potrebbero diminuire i consumi di aria condizionata come già succede in Giappone da quando gli impiegati non devono più presentarsi in giacca e cravatta. Sulla moda ecosostenibile lavora anche Renzo Rosso, patron di Diesel, marchio di jeans e dintorni dall’impeccabile contenuto creativo. «Siamo stati i primi a invitare Legambiente in azienda per formulare un codice di autoregolazione in 37 punti a cui ci atteniamo scrupolosamente» ha detto il vulcanico imprenditore prima dell’indimenticabile sfilata che ieri sera ha incantato Firenze.