Il lusso non conosce crisi Battuto il record del 2010

Per il lusso la ripresa è già arrivata. Già il 2010 è stato un anno record per i consumi d’alta gamma e la crescita prosegue a passo di carica: il 2011 si chiuderà con fatturati in rialzo dell’11% e per l’anno prossimo le prospettive sono anche migliori. A dare ossigeno al settore sono i nuovi mercati, sia in senso geografico - i Paesi emergenti, dove spicca la new entry Indonesia - sia tecnologico: le vendite online dei prodotti di alta gamma aumenteranno del 20% annuo e raggiungeranno gli 11 miliardi nel 2015. Mentre il 2016 sarà probabilmente l’anno del sorpasso della Cina sugli Stati Uniti, per quanto riguarda gli acquisti online. Questi i risultati di una serie di studi realizzati dalla Fondazione Altagamma, presentati a Palazzo Mezzanotte, a Milano. Ovvero la storica sede della Borsa, luogo ideale per parlare di aziende quotate e da quotare.
«La Borsa non è un punto di arrivo ma di partenza», ha ricordato Andrea Guerra, ad di Luxottica, il colosso dell’occhialeria che ha chiuso il secondo trimestre 2011 con un utile netto di 162,1 milioni di euro, uno dei risultati migliori della sua storia. E un entusiasta Brunello Cucinelli, forte di una previsione di crescita del 18% per quest’anno, ha confermato la quotazione nel 2012: «Siamo pronti a primavera e siamo pronti per Milano». Ma il lusso non è solo moda, gioielli e design: lo studio ne tiene conto, presentando una panoramica dei consumi d’alta gamma nei diversi settori. Come l’auto, dove l’attesa d’incremento per il mercato di alto livello è del 14 per cento, o l’alimentare, dove tutto il settore di pregio è in crescita, trainato dal boom dell’acqua minerale «griffata».
E il 2011 è un altro anno positivo per il mercato del Tax Free Shopping Europeo, che vale circa 24 miliardi di euro - ha reso noto il leader mondiale del settore, Global Blue - e che dovrebbe chiudere in crescita del 26% rispetto all’anno precedente.