«Ma il lusso non è morto»

Meno passeggeri e affitti sempre cari, certo, ma la questione non è tutta qui. Per Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, il fatto che a Malpensa molti negozi stiano chiudendo è (anche) una conseguenza della crisi.
Come spiega questo fuggi-fuggi di griffe da Malpensa?
«A Malpensa, oltre alla congiuntura, c'è stata una diminuzione del traffico aereo, quindi piove sul bagnato… è più logico chiudere un negozio qui piuttosto che in città».
Malpensa dunque sta perdendo il suo appeal?
«Ha perso, sì, ma c'è da sperare che questi siano assestamenti positivi. Alitalia ha ridotto i voli, ma non è tutto negativo: stanno arrivando altre compagnie aeree, e un risveglio in tempi brevi è possibile».
Con meno boutique.
«I negozi non stanno chiudendo solo a Malpensa. In questo momento non si riesce ad agire sul fronte dei ricavi, si agisce su quello dei costi. Ho notizie di chiusure di negozi anche in centro a Milano, e anche da parte di aziende che stanno andando bene, ma che comunque stanno razionalizzando. E succede a Milano come a Parigi, a New York».
Ci sono nuove zone in cui la moda potrebbe investire?
«Al di là del Quadrilatero ci sono zone interessanti come Porta Venezia e Buenos Aires, dove le vendite sono calate la metà rispetto a quelle del Quadrilatero. In futuro ci sarà da investire su Porta Nuova, la nuova zona fra Garibaldi e Repubblica. Sarà il nuovo polo del lusso».
Quindi il lusso a Milano non è morto?
«Ma per carità! Il lusso e la moda soffrono molto meno di altri settori».