Luttazzi chi?

È ricomparso Luttazzi. In un'intervista alla Stampa se l'è presa con la Rai che non lo vuole e in generale con l'universo mondo: ma le discrete idiozie che ha inanellato erano solleticate da una buona domanda: Santoro è tornato, perché lui no? La risposta autentica, sgravata di ogni cascame politico, torna semplice come l'abbiamo sempre saputa: Luttazzi non è mai stato granché, e nel trio dei famosi epurati Biagi-Santoro-Luttazzi c'era finito un po' per caso. Luttazzi è martire di arti che nessuno ricorda, c'era anche prima, era quello che era, è tornato a esserlo.
Un posto in Rai o in Mediaset, se fosse in grado di garantire ascolti elevati, lo troverebbe subito: ma a parte che grandi ascolti non ne ha mai fatti, per farlo dovrebbe adeguarsi a una devianza non troppo volutamente provocatoria che il suo narcisismo post-epurazione non gli permetterebbe più di accettare.
Luttazzi pretenderebbe di poter fare le battute mirabolanti dei suoi attuali spettacoli semi-clandestini, del tipo: «Meno male che Gesù non era masochista, avremmo crocefissi con un'erezione». Oppure, nel definire Giuliano Ferrara: «È l'alone di feci e sperma che viene lasciato sul lenzuolo dopo un rapporto anale». Luttazzi è questo. Un giorno raccontò che la Mondadori, da un libro, gli aveva censurato la seguente frase attribuita a Marcello Dell'Utri: «Luttazzi è un cretino». E qui aveva ragione, la censura fu davvero ingiustificata.