Luttazzi «copione», i più delusi sono i suoi fan

Se fossimo nei panni del Daniele Luttazzi che si indignava perchè Paolo Bonolis citava una sua battuta (peraltro presa da un autore americano e tradotta in italiano dallo stesso Luttazzi con la sostituzione di una farfalla con una mosca), saremmo scandalizzati.
Giusto una settimana fa, sul Giornale abbiamo pubblicato un articolo che parlava del filmato di una quarantina di minuti che gira per i meandri di internet in cui alcuni ex fan di Luttazzi dimostrano, battuta per battuta, di come Daniele prenda interi brani di comici a stelle e strisce e li faccia propri. Talora senza nemmeno sostituire le farfalle con le mosche. Da allora, si è scatenato l’inferno mediatico, con un funzionamento circolare che ricorda un po’ Alla fiera dell’est di Angelo Branduardi: Il riformista ha ripreso il Giornale e poi è stato ripreso da Dagospia, che è stata ripresa dall’Unità, che è stata ripresa da Repubblica, che è stata ripresa dal Corriere della sera, con tanto di intervento di Aldo Grasso. Che è come dire la bibbia.
Ecco, se io mi indignassi, dicendo che il primo articolo era il nostro, farei esattamente come Luttazzi. È vero che io ho tradotto per primo il video in articolo, ma la notizia stava nel video. Per le battute, funziona allo stesso modo. Il primo a copiare sono stato io, poi tutti gli altri hanno copiato da me.
Ma la cosa più significativa di tutta questa storia è che, come sempre accade in casi simili, ad indignarsi di più sono stati i fan di Luttazzi, i vedovi inconsolabili della sua originalità. E vabbè se qualcuno non ha capito che il fatto che avessimo scritto che finalmente l’editto bulgaro trovava uno straccio di giustificazione nelle copiature di Luttazzi era una battuta ironica. Capisco che possa non far ridere. Soprattutto capisco che possa non far ridere chi è abituato a sganasciarsi per le battute sulla sodomia o sul sesso orale. Alcune delle quali restano volgari anche se copiate da famosi comici americani. Dire «pompino» in italiano o in inglese sempre volgare rimane.
E lui, il diretto interessato? Ha affidato la spiegazione al suo blog spiegando: «Il video in questione è diffamatorio. Infatti non scopre nulla che io non abbia già detto da anni». Segue riproposizione della tesi della Caccia al tesoro, la gara per scoprire le citazioni con cui il comico di Santarcangelo di Romagna giustifica le sue copiature. C’è un piccolo problema, però. Se il video si limita a dire quello che Luttazzi dice già da anni, come fa ad essere contemporaneamente diffamatorio? Sarà inutile, tautologico, sbagliato, superfluo o ripetitivo. Ma perchè diffamatorio? Comunque, assicura Daniele: «Io faccio apposta. Mi diverto così».
A noi, invece, di tutta la storia, restano due battute. La prima: «Le battute le prende agli americani, il cognome a Luttazzi, di suo ci mette Daniele». La seconda: «La caccia al tesoro di Luttazzi è facilissima: le battute belle sono quelle copiate». Nessuna delle due è mia. La prima è la traduzione di una frase di Dagospia, la seconda me l’ha regalata un mio carissimo amico. Quindi, non ne rivendico il copyright. Ma non ditelo a Luttazzi.