Luxardo e quelle «facce da cinema»

Nica Fiori

I divi della «Dolce vita» romana degli anni Cinquanta e Sessanta rivivono a Palazzo Venezia grazie alle splendide fotografie dei fratelli Luxardo, esposte fino al 29 settembre nella mostra «Facce da cinema», in occasione del Festival di Palazzo Venezia. In effetti uno dei luoghi prediletti dagli attori dell’epoca d’oro di Cinecittà è stato lo studio fotografico al n. 197 di via del Tritone, dove Elio, Aldo ed Elda Luxardo ritraevano le fattezze e insieme l’anima dei protagonisti del cinema italiano. Chissà quante persone, passando davanti allo studio, si sono incantate davanti alle immagini affascinanti di quei volti in bianco e nero scolpiti dalla luce e hanno sognato di entrare a far parte del mondo della celluloide, proprio come noi davanti alle immagini gigantesche di 36 divi, ognuna in grado di raccontarci una storia. Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Alberto Sordi, Sophia Loren, Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida, Rossano Brazzi, Alida Valli, Anita Ekberg, Marisa Allasio e tanti altri notissimi nomi sono stati immortalati in pose di tre quarti che suscitano una suggestione misteriosa, che chiunque è in grado di avvertire. La storia dei Luxardo nasce nei primi anni del Novecento quando il giovane fotografo pisano Alfredo Luxardo decise di partire per l’America, insieme alla moglie Margherita. Si fermò a San Paolo del Brasile, dove nacquero i tre figli. Non il mito americano, ma le tribù amazzoniche divennero i suoi soggetti, sviluppati e stampati con modalità del tutto empiriche. Nel 1928 Alfredo tornò in Italia e a Roma rilevò lo studio fotografico Sam Bosch in via del Tritone. Elio, Aldo ed Elda lavorarono insieme nello studio paterno imponendo delle caratteristiche che fecero scuola e segnarono un'epoca: luci diffuse integrate da riflessi, sfondi scuri e tagli luminosi che disegnavano sapientemente i corpi. Già negli anni Trenta lo studio era frequentato da attrici, intellettuali e campioni sportivi, tutti attratti dal mito della bellezza firmata Luxardo. Il dopoguerra fu caratterizzato dalla collaborazione con gli spettacoli di rivista, quindi dal concorso di Miss Italia che creò dive come la Loren e la Lollobrigida, fino ad arrivare al clima della «Dolce vita» di via Veneto e ai «Poveri ma belli» di piazza Navona. Oggi la figlia di Aldo, Tiziana Luxardo, continua la tradizione della famiglia in via del Gambero. È suo il ritratto di Alessandro Gassman, collocato accanto a quello del padre Vittorio, per ribadire una continuità artistica che a volte si trasmette di generazione in generazione. Orario: tutti i giorni dalle 18 alle 23.