Luxuria: quella proposta oscena in parlamento

Luxuria, ex deputato transgender: &quot;In due anni a Montecitorio ho ricevuto proposte bipartisan. Come quella di quel super onorevole nel suo studio&quot;. Bocciato dagli elettori: &quot;Ho digerito la sconfitta, non mi ricandido, torno a fare la soubrette. Veltroni? Fallimentare, ha regalato voti all'Udc&quot;<br />

Conoscendoci da anni, Wladimir Luxuria ha deciso da tempo che non vale la pena di sedurmi e non si è messa in ghingheri per accogliermi in casa sua. Mi apre la porta in ciabatte da mare, senza trucco e un vestitino di cotone indiano che le lascia ginocchia e braccia scoperte. Eppure, sarà lo sguardo malandrino o i capelli sciolti, vi assicuro che l'ex deputato-trans di Rifondazione comunista è sexy anche così. Ondeggiando gazzellosa col suo 1,80 e passa, mi precede nel salotto. La stanza giallo uovo è spoglia, un divano, tre sedie e il tavolo acquamarina attorno al quale ci sediamo.
«Dispiaciuta di essere stata trombata?», chiedo aprendo il taccuino.
«Parola ambigua. A che ti riferisci?», accavalla le gambe, fa cadere la pantofola e dondola il piede nudo.

«Pervertita. L'intervista è politica».
«Sono rimasta molto male. Non per me, ma per la Sinistra Arcobaleno. È stata una tranvata e ho attraversato un periodo un po’ buio», dice e si riavvia i capelli ondulati con le dita lunghe. Non ha anelli e neanche l'orologio, perfetto esempio di austerità proletaria.

«Ora come va?».
«Ho rielaborato la sconfitta e mi sento benissimo. Sono meno stressata e pronta per un nuovo capitolo».

«Hai nostalgia del Parlamento?».
«Mai pensato di metterci radici. Era un’esperienza, non un approdo finale. Di sicuro, non mi ricandiderò», dice, mentre la signora di mezza età che le tiene la casa ci porta il caffè.

«Hai chiuso con la politica?».
«Mi limiterò a qualche dibattito. Ho già rifiutato delle candidature in Sicilia, il mio collegio. Quella per le provinciali a Trapani e quella di sindaco di Castellammare del Golfo».

«Essere stata deputata ti ha montato la testa?».
«Se devo montarmela, lo faccio dal parrucchiere. Potevo anche avere la scorta per le minacce ricevute dagli omofobi. Mai voluta. Ho mantenuto le abitudini e le amicizie di prima», dice e chiede di fumare una sigaretta. La accende con femminilità, poi tira come un giannizzero ottomano.

«Bertinotti aveva troppo cachemire addosso per piacere al vostro elettorato?», chiedo.
«Non do interpretazioni feticistiche. Non mi piace quando giudicano me dai vestiti, figurati se lo faccio io. Ci siamo alienati l'elettorato per troppa lealtà verso il governo sul precariato, la base di Vicenza, i diritti civili».

«Fai vita di partito?».
«Non mi ci affaccio neanche. Non ho la tessera. Ero indipendente. Fu Rc a mettermi in lista come ha fatto con altri esterni, Haidi Giuliani, Ciccio Caruso, ecc...».

«Diliberto del Pdci dice che la riscossa deve cominciare dalla falce e il martello».
«Beato lui che ha trovato il modo di ripartire. Il simbolo c’era nella sinistra di Turigliatto e in quella di Ferrando. Se falce e martello fossero stati così attrattivi, avrebbero dovuto raccogliere voti. Invece, zero pure loro».

«Diliberto propone anche la fusione tra Pdci e Rifondazione».
«Non ci vedo ostacoli. I due partiti sono divisi più da questioni personali che politiche. L'importante è che non si arrocchino e si aprano ai movimenti».

«Anche tu hai il tuo, Lgbt».
«Lesbo-gay-bisex-trans. Sarò presente al Gay pride di Roma il 7 giugno, a quello di Bologna il 20 e in agosto a quello europeo di Stoccolma».

«Sai che goduria!».
«Non fare il machista!».

«In autunno ci sarà il congresso di Rc. Si contendono la segreteria l'ex ministro Ferrero da sinistra e il bertinottiano, Vendola. Per chi parteggi?»
«Vendola, senza togliere nulla a Ferrero».

«Corregionalismo: Nichi è pugliese come te», osservo.
«Nessun provincialismo. Vendola ha grandi capacità comunicative ed è quello di cui ha bisogno un partito che non è riuscito a fare sapere all'esterno neanche il po’ di buono che ha fatto».

«Hai qualche colpa nella sconfitta?».
«Sembrerò antipatica, ma non mi sento colpevole. Ho obbedito al partito candidandomi in Sicilia che conosco poco. Potevo fare di più in Puglia o a Roma. Però, ho lavorato come una dannata, visitando paesino dopo paesino. Ma la valanga è stata più grande di me. Sono altri semmai i sensi di colpa».

«Quali?».
«Avere trascurato l'attività sessuale durante tutto il periodo parlamentare. Ho 42 anni e le voglie premono».

«Hai recuperato dopo la trombatura?».
«Ti credo! Una reazione allo scoramento post-tranvata. E ho riscoperto che nella vita ci sono tante soddisfazioni oltre la politica».

«Marco Rizzo del Pdci ha detto che la sinistra deve certo battersi per i diritti omo, ma se mette Luxuria capolista in Sicilia, fa folklore».
«Rizzo aveva già detto che Rc avrebbe dovuto candidare operai, non un trans. In lui c’è del machismo omofobo, aggravato da un retaggio comunista anni ’50. Quello che portò all’espulsione di Pasolini dal Pci».

«Cosa rimpiangi di più del Parlamento?».
«Di non potere ripresentare il mio progetto di legge che consente ai trans di cambiare sesso all’anagrafe anche senza operazioni chirurgiche. Poi, certo, una cosa è fare una dichiarazione da deputato, un'altra è farla da ex. Ma non mi sento dimenticata», dice e accenna maliziosamente a me che pendo dalle sue labbra in nome di migliaia di lettori.

Elisabetta Gardini di Fi, che ti cacciò dal bagno delle donne di Montecitorio dicendo: “Tu sei un uomo”, è stata trombata. Sei vendicata?
«Non gioisco delle trombature altrui. In ogni modo, lo dico anche a lei, chiusa una porta se ne apre un’altra. Le auguro - quando tornerà a fare spettacoli - di non trovarsi una trans in bagno. O meglio, auguro alla trans di non trovarsi la Gardini sui suoi passi».

Nei due anni di Montecitorio hai avuto avances?
«Molte e politicamente bipartisan. In genere, simpatici inviti a cena, conditi di garbate allusioni. Una sola volta sono stata in imbarazzo».

Ossia?
«Invitata da uno influente a parlare nel suo ufficio di problemi dei transgender, improvvisamente mi ha fatto esplicite proposte sessuali. Sono rimasta male perché lo pensavo realmente interessato alla problematica».

Tu hai mai messo l'occhio su qualcuno?
«Il Parlamento è il luogo che meno è riuscito a risvegliare la mia libido. Sono tutti attaccati al telefonino, la faccia corrucciata, sempre indaffarati. Al di là delle tentazioni».

Mai avuto il desiderio - per te trasgressivo - di uno stoppacciarti una collega donna?
«Per chi mi prendi? Il trans lesbismo esiste, ma non ne sono affetta. Io sono una trans... tradizionalista».

Quando Ronaldo disse di essere stato per sbaglio con tre trans brasiliani hai commentato: “Ipocrita”. Perché?
«Se in Brasile, dove c’è una folta comunità trans, vuoi divertirti a pagamento, ti informi prima di che sesso è il partner. Non esiste che resti deluso dopo che si è spogliato. A parte che spesso, quando un uomo è nudo, le deluse siamo noi. Ronaldo voleva andare con le trans. Scoperto, ha finto di cadere dalle nuvole».

Hai un fidanzato geloso?
«Non ho fidanzato, ma non mi dispiacerebbe averlo geloso. Nel giusto però. E c’è il rischio che la più gelosa sia io».

Veltroni ha messo alle corde voi della sinistra radicale. Lo detesti?
«Io penso così: i due Letta si sono messi d'accordo e hanno detto a Walter: “Tu non ti allei con la sinistra e il Pdl non si allea con Casini”».

Ma va là.
«Non ho le prove. Ma raramente mi sbaglio. In ogni caso, la strategia di Veltroni è stata fallimentare. I voti del centro non li ha presi e sono andati all’Udc, ha perso Roma e la sinistra radicale è sparita».

Tra Veltroni che vi ha uccisi e il Cav che vi ha ignorati, chi scegli?
«Scelgo Veltroni perché almeno nel suo programma c’è uno sbiadito accenno alle unioni civili».

Che pensi del Cav?
«È inossidabile. È riuscito a battere anche l’antiberlusconismo e ha fatto una grossekoalition non dichiarata. Può tutto».

Un vero macho.
«Giusto. È inossidabile anche dal punto di vista sessuale. Manda bigliettini, corteggia, fa la ruota. O prende il Viagra o è un'esplosione di testosterone incontenibile».

Che impressione ti fa il suo governo?
«Non ha mantenuto le promesse sulle donne. Due ministre con la pochette (con portafoglio, ndr), due senza pochette e donne quasi inesistenti tra i sottosegretari».

Il povero Pierferdy Casini?
«O accetta la proposta di Veltroni di lavorare insieme o è finito».

Hai mai fatto un pensierino sul bel Pier?
«È sicuramente un bell’uomo. Ma è talmente preso con le sue diverse famiglie che non è nemmeno il caso di farci un pensiero».

Almeno un'avventuretta...
«Mi sono ripromessa di fidanzarmi entro i cinquanta e devo per forza trovare una persona favorevole ai Dico. Non è il caso di Casini, nonostante la sua vita incasinata».

Sei stata deputata per così poco che non avrai la pensione.
«Non mi dà particolare cruccio. Mi vedo più come aspirante fidanzata che come pensionata».

Vuoi farti mantenere?
«Diversamente dal Berlusca che consiglia il matrimonio per il mantenimento, io sono indipendente».

Ora che farai?
«Ho ripreso la mia attività di cantante e attrice. Stasera mi esibisco».

Da onorevole a soubrette!
«Devo pur campare, tesoro!».