Luxuria: "Walter non ha coraggio. Ormai prende ordini dalla Chiesa"

Il parlamentare transgender del Prc: "Il sindaco si è rimangiato gli impegni presi in campagna elettorale, uno così non ha il profilo di un leader nazionale"

Roma - Che pena! Che tristezza! Veltroni ha mandato in fumo un’occasione storica». Vladimir Luxuria, deputata «transgender» di Rifondazione ha passato una giornata fra il sit-in all’addiaccio e l’Aula capitolina, per seguire tutto il dibattito sulle unioni civili. Poi, stremata ha gettato la spugna: «Purtroppo bisogna prendere atto che Walter non riesce a essere né carne né pesce. Prende ordini dalla Binetti e dal vicariato, non c’è nessuna differenza, fra lui e la Moratti, sul terreno dei diritti civili. Per uno che vuole guidare il centrosinistra mi pare grave».

Onorevole Luxuria, è così drastico nel suo cambiamento di opinione sul sindaco?
«Direi il contrario. È Veltroni che è incredibile nel suo cambio di linea. Ha messo le Unioni civili nel programma elettorale. Poi ha detto che vuole i Dico persino nel suo discorso di Torino. E ora...».

Ora cosa?
«Sparito. Si è rimangiato gli impegni, e non è nemmeno venuto oggi, quando se ne discute in consiglio comunale. Né lui, né il vicesindaco che aveva steso il documento... Che le viene in mente?».

Mi dica lei.
«Grande pena. Per la paura. Per la mancanza di coraggio, la difficoltà a difendere le nuove scelte».

Cosa può avere prodotto un simile dietrofront, secondo lei?
«E me lo chiede? La visita a Bertone, ovvio».

Ne è così sicura?
«Ha dubbi? È uscito l’editoriale su l’Avvenire, che chiedeva di cancellare la formula diverse comunioni di vita... e tac!».

Tac?
«Lo hanno cancellato. Adesso, l’ultimo ordine del giorno recita: Realtà di vita in comune».

Una formula che nasconde una grande differenza...
«Caspita! E poi c’è la vergogna di una decisione pilatesca, con piccole formule da azzeccagarbugli di provincia. E questo il profilo di un leader nazionale?».

Dicono che i Comuni non hanno sovranità...
«E non è vero, questa è un’altra patetica scusa! Con la riforma del titolo V le amministrazioni locali decidono fin da ora per le graduatorie degli asili nido, per i diritti dei conviventi, per le assegnazioni degli alloggi...».

L’elenco è lungo.
«Non si dimentichi dei regolamenti cimiteriali. Tutti luoghi e spazi da cui ora i conviventi sono tagliati fuori. E invece cosa fa la giunta di Roma?».

Me lo dica lei.
«Fa finta che tutto ciò non sia vero. E poi, di nuovo pilatescamente, dice: quando il Parlamento nazionale deciderà ci adegueremo».

Era possibile fare altrimenti?
«Certo, c’è chi lo ha già fatto! Se proprio deve prendere ordini da una donna, Veltroni dovrebbe assoggettarsi a Maria Alba Fochesato, piuttosto che alla Binetti».

Chi è?
«Il sindaco di Zumaglia, in provincia di Biella».

Una pericolosa estremista di Rifondazione?
«No, anche lei della Margherita. Più coraggiosa di Veltroni, però».

Cosa direbbe se incontrasse la Binetti stasera?
«Niente, non mi interessano i porta ordini. Preferirei fare due chiacchiere con Ruini, allora, almeno lui è sovrano».

Non sottovaluti la Binetti.
«Non la sottovaluto affatto! È una che può permettersi di votare contro il governo e di autoassolversi. Ricordo ancora quelli che ci gridavano che dovevamo buttare fuori Turigliatto! Noi lo abbiamo fatto, e adesso la Binetti, e quelli per cui lavora, dà la linea».

Che fa? Adesso diventa una mangiapreti?
«Per nulla. Lei ha letto la bozza del manifesto culturale del Pd?»

Sinceramente? No.
«Male. Se la legga, allora. E poi vedrà, se non è vero che la laicità è in pericolo».

Però così il centrosinistra spera di avere il sostegno delle gerarchie ecclesiastiche...
«Illusi! Lo sa che Ratzinger ha mandato una benedizione alla giunta di Pizzo Calabro, di destra, che ha cancellato i registri?».

E questo che significa?
«Che alla fine il Vicariato preferirà comunque il centrodestra».