«Müller era spietato ma scelgo Pippo»

Nessuno meglio di Roberto Rosato, il grande stopper del Milan di Rivera e Rocco, può parlare di Gerd Muller, il bomber tedesco al quale Filippo Inzaghi ha strappato il record dei gol nelle coppe europee.
Caro Rosato, belli o brutti i suoi ricordi di Muller?
«Se penso a quel meraviglioso 17 giugno 1970 quando allo stadio Azteca di Città del Messico con la nazionale scrivemmo una delle pagine più gloriose del nostro calcio, il cuore mi si riempie di gioia. Battemmo 4-3 la grande Germania di Beckenbauer, Vogts, Seeler, del mio amico Schnellinger e Muller, appunto, che con la sua zampata malefica ci portò sul 3-3. Poi, meno male, ci pensò Rivera a sistemare le cose e a farci entrare nella leggenda».
Così velenoso il tedesco del Bayern?
«Peggio, non potevi lasciargli un centimetro di spazio che subito ti castigava. Il gol era il suo pane, viveva solo per fare male agli avversari».
Quasi come Inzaghi.
«I due si assomigliano molto, hanno tante cose in comune anche se la conformazione fisica è diversa. Più piantato sulle gambe il tedesco, col baricentro basso, una grande forza fisica nel difendere il pallone e la ricerca del triangolo. Agile, scattante, guizzante Inzaghi che vive sui nervi e sulla velocità e che gioca sempre al limite del fuorigioco per bruciare i difensori avversari».
Due tipetti davvero difficili da controllare. Lei con chi si sarebbe trovato meglio?
«Io marcavo stretto, giocavo sull’anticipo e non badavo troppo alla forma: l’importante era fermare l’avversario, sempre in modo leale ovviamente, e in questo, scusi l’immodestia, mi sentivo tra i migliori. Ecco perché con Muller ho ingaggiato duelli che sprizzavano scintille. Ma anche con la rapidità di Inzaghi me la sarei cavata».
Già, perché Muller lei lo aveva incontrato prima in altre due occasioni: nel maggio 1968, semifinali contro il Bayern della coppa delle Coppe che poi conquistaste battendo l’Amburgo. E anche lì furono scintille.
«Vincemmo 2-0 a Milano e pareggiammo 0-0 a Monaco, ma in Germania fu dura perché il Bayern voleva a tutti i costi batterci».
Ma si trovarono di fronte una roccia insuperabile come Rosato...
«Dai, non scherzi. Dove li mettiamo Cudicini, Schnellinger, Trapattoni, Malatrasi, Anquilletti, Lodetti, Hamrin, Sormani, Rivera e Prati. E anche Rosato, ovviamente».
Insomma, ha citato il Milan intero, non ne ha dimenticato uno.
«Per forza, quella fu una squadra irripetibile».
Avrebbe potuto starci Muller in quella squadra?
«Un campione come lui avrebbe potuto giocare e fare la differenza in qualsiasi squadra. Sarebbe stato bene anche con noi e so che il Milan l’aveva cercato, ma poi non se n’era fatto niente».
Dica la verità, chi è più forte tra Muller e Inzaghi?
«Scelgo Superpippo, e non solo per simpatia».