«Macchè Bacchelli Non ho mai chiesto dei soldi E non li voglio»

Accidenti quanto si scalda: «Non ho bisogno di denaro, non ne voglio, mi basta il mio». L’altro giorno, lo sapete, i giornali hanno riportato con un bel po’ di enfasi che Franco Califano, uno degli autori di musica leggera più significativi del Dopoguerra, 72 anni attraversati senza freni, aveva chiesto il vitalizio garantito dalla legge Bacchelli agli artisti e agli sportivi di gran nome «che versano in situazioni di indigenza». Dunque i politici si sono subito dati da fare, governatrice Polverini in testa, e tutti a stringersi nelle spalle dicendo poveraccio quel Califano come si è ridotto. Quindi apriti cielo.
Ma scusi, Califano, perché si arrabbia?
«Perché la mia è sembrata una spudorata richiesta di denaro. Ma non è così».
Sicuro?
«Da quando sono nato non ho mai chiesto una lira a nessuno, a parte quelli che mi spettavano. Anzi, la mia prima dote è la generosità, lo sanno tutti: ho sempre dato tanto denaro a chi aveva bisogno. E dico di più».
Dica.
«Se mi regalassero dei soldi, li girerei in beneficenza».
Insomma, non è ridotto in miseria.
«Non è vero un tubo. E non voglio la legge Bacchelli. Vivo con il denaro che deriva dai diritti d’autore».
Ventimila euro l’anno.
«Più quello delle serate, anche se da metà luglio non ne posso fare perché sono caduto e mi sono rotto tre vertebre».
Va bene, ma allora tutto questo can can da dove è nato?
«Io non sapevo neanche dell’esistenza di questa legge. Sono continuamente circondato da gente che mi dice: tu non hai quello che ti meriti, ti dovrebbero dare questo questo e quello».
In qualche modo lei si aspetta un riconoscimento di merito, più che altro. E se il Festival di Sanremo la celebrasse, magari con un premio alla carriera?
«Quello sì, mi piacerebbe molto. Ma in gara mai, anche se ho appena scritto un bel testo per Mario Lavezzi. Comunque non ho mai chiesto soldi. Anzi, se qualche mio amico è in difficoltà, posso aiutarlo».
Ne ha qualcuno molto bisognoso?
«Ho conosciuto un’infinità di artisti ridotti alla fame. Io mi sono salvato perché non ho mai speso una lira in più di quello che avevo».
Allora che cosa ha chiesto?
«Vorrei solo un posto dove, quando smetterò di suonare, potermi rifugiare alla sera».
Ma non ce l’ha già?
«Sono in affitto».
Scusi Califano ma in tutta la sua vita non ha pensato di comprarsi una casa?
«Da ragazzo non ho mai pensato di riuscire a invecchiare. Poi, quando ho iniziato a invecchiare, non l’ho mai acquistata. E poi per lasciarla a chi? Non ho figli, non ho nessuno. E tra due anni magari non ci sarò più, ho solo chiesto un posto dove passare le mie ultime notti».