«Macché bamboccioni, lo sconto fiscale è la bici per chi vuole pedalare»

RomaUna volta erano semplicemente negozianti, ora si chiamano imprenditori. Questione di dignità professionale. In Italia sono quasi sempre giovani, «piccoli» e in difficoltà. Sono tanti ma sono di più quelli che non ce la fanno a realizzare il sogno. Ce lo ricorda il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che ci parla, orgogliosa, del fresco sconto fiscale riservato agli under 35 che vogliono costituire un’attività imprenditoriale. Si pagherà un’imposta ridotta al 5 per cento per i primi 5 anni di attività. Meglio, di questi tempi, non si poteva proprio fare.
Ministro, la sento euforica, chissà che questo non sia il primo passo dell’auspicata rinascita economica?
«Magari. Ci stiamo lavorando da quasi 3 anni. Si tratta del miglior sistema fiscale d’Europa, il più conveniente. Sfido un altro governo a introdurre una simile manovra. È un segnale straordinario che diamo alla nuova generazione. L’obiettivo è far ripartire questo Paese pieno di giovani estrosi ma con pochi mezzi. Noi gli diamo una mano investendo sull’estro, sulla persona, proprio quello che fino ad ora non è stato fatto».
Eppure c’è chi dice che qui è pieno di bamboccioni con poca voglia di lavorare.
«Noi gli diamo la bicicletta: gli verrà voglia di pedalare».
A proposito, come l’ha presa Tremonti?
«Bene, era tra i fautori più convinti di questa dettassazione tanto attesa».
Ok la voglia di intraprendere, ma non pensa che l’Italia debba uscire dal pantano del piccolo è bello? Possibile che non si riesca a creare una rete di grandi imprese anche tra i giovani?
«Bisogna seguire la nostra vocazione che è l’originalità che spesso coincide con il piccolo. Non bisogna dimenticare che in un momento di forte globalizzazione l’unico modo per sopravvivere è difendere la specificità. Occorre poi conciliare tradizione e modernità e in questo campo l’Italia è imbattibile. Bene, da oggi ci saranno più giovani che avranno la possibilità di aprire un’attività».
E un pensierino al lavoratore dipendente, che di tasse se ne intende?
«Abbiamo fatto e stiamo facendo tanto anche per loro. Ma vorrei ricordare i tanti precari. Per loro abbiamo stanziato 50 milioni di euro per il fondo di accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa. La garanzia ce la mette lo Stato».
E boom della disoccupazione giovanile? Al Sud si arriva a superare il 40 per cento
«È evidente che il problema esiste e soprattutto al Sud, ma c’è un ma. Il dato generale è al 29,6%. Ma questa fascia d’età, compresa tra 15 e 24 anni, è fatta da ragazzi che il lavoro spesso neanche lo cercano. A noi interessa di più il segmento 25-35 anni che ha una disoccupazione all’11%. Un dato alto rispetto alla media europea (8 per cento) ma che puntiamo ad abbassare. Detto questo, i giovani italiani scontano gli errori di una classe politica che ha speso troppo e dei genitori che hanno vissuto oltre i limiti per troppi anni». Nessun alibi, solo l’affetto di una mamma tenace».