«Macché Concordato, sgravi decisi da Amato»

da Milano

Per fare luce sull’origine dei «privilegi fiscali» della Chiesa cattolica in Italia non è necessario scomodare il concordato del 1929, basta rifarsi a uno statista più recente, il ministro dell’Interno Giuliano Amato. «In discussione - ricorda l’Avvenire in prima pagina - non è il Concordato e neppure un provvedimento preso (per motivi clientelari, ovvio) dal governo Berlusconi nel 2006 a esclusivo vantaggio della Chiesa: semmai si tratta della legge istitutiva dell’Ici, varata al tempo del governo Amato (1992), per la quale gli enti non profit tra cui quelli religiosi, ivi compresa la Chiesa cattolica, sono esonerati dal pagamento dell’Ici stessa su immobili utilizzati esclusivamente per specifiche finalità di rilevanza sociale».
Così, dopo che il settimanale Famiglia Cristiana ha liquidato come «infondata» tutta la polemica sulle esenzioni della Chiesa, anche il quotidiano della Cei affonda il colpo sulle contraddizioni interne allo schieramento di governo. La paternità della legge ora contestata dai radicali «sarà per qualcuno dura da accettare - scrive Avvenire -, ma questa e non altra è la verità dei fatti».