Macché divieti. Guardate quanto bevono durante le notte

da Milano

Lo chiamano «boccetta party» e - a due settimane dall’entrata in vigore della legge che vieta la vendita di alcolici ai locali di intrattenimento dopo le 2 - è ormai diventato un must per i giovani milanesi. Piccole ampolline tascabili da 50cc ad alto contenuto alcolico - vodka, gin, tequila o rhum - vendute, legalmente, prima dell’ora X fissata dal governo e bevute, sempre nel pieno rispetto delle regole, dai giovani in qualunque momento della serata: sembra di essere tornati ai tempi del proibizionismo stile Chicago anni Venti, invece è solamente un sabato sera milanese. Fatta la legge trovato l’inganno, recitava un vecchio adagio popolare. E l’inganno, in questo caso, è di una semplicità estrema.
Milano, corso Como. Qui, nel cuore «in» della città dove si concentrano locali e discoteche, quando scatta l’ora X, il divertimento non si esaurisce, anzi. All’uscita di un locale cinque giovani - giacca, camicia rigorosamente sbottonata e scarpe firmate - brindano bevendo da una lattina di Coca Cola. Tutto secondo le regole, sembrerebbe, ma il segreto dura ben poco. «Il cocktail ce lo prepariamo da soli», ammette un ragazzo mostrando una boccetta vuota. «Il procedimento è semplicissimo - continua, esibendo una preoccupante conoscenza del trucchetto -: con queste boccette di rhum, basta una lattina di Coca Cola per bersi un Cuba libre in qualsiasi momento della serata». «Certo il risultato non è dei migliori, ma che importa?». Certo, che importa? Basta guardarsi intorno per qualche istante per accorgersi che la preoccupazione principale dei giovani è avere sempre a disposizione «del carburante per vivere al meglio la notte». Ma c’è anche chi non la pensa così: «È inutile che si facciano le leggi - esclama Marcella, impiegata 25enne - se poi alle due meno dieci l’unica cosa che il deejay esclama è “forza ragazzi, avete solo dieci minuti per fare il pieno”».
E l’assalto al bancone del bar per un drink in «zona Cesarini» è ormai consuetudine, con tanto di ritardatari della «consumazione last-minute», salvati dai baracchini ambulanti, per nulla toccati dal divieto, sapientemente posizionati a non più di cento metri dall’uscita delle discoteche: un’oasi felice, parcheggiata tra le auto di grossa cilindrata che nella notte milanese spuntano come funghi in quella manciata di vie divenute tristemente famose per le feste vip a base di cocaina e gli «scatti incontrollati» di Fabrizio Corona. Dopo le due, la processione sulla via dell’alcol si ripete incontrollata: si esce dalla discoteca, timbro sulla mano per poter rientrare, sigaretta alla bocca e una puntatina veloce al baracchino per una birra bevuta in tutta fretta. E mentre i gestori dei locali da ballo dichiarano un meno 40 per cento di fatturato, i venditori ambulanti si fregano le mani. Altro che divieto - verrebbe da esclamare - questa Milano non è mai stata così «da bere».
Le tre. Colonne di San Lorenzo: facce diverse, identica situazione. Due giovani - bottiglia di birra in mano - avanzano barcollando pericolosamente: la legge non ha intaccato in alcun modo le loro abitudini. Il racconto della loro serata è la fotografia di una notte di eccessi: due aperitivi prima di cena, una bottiglia di vino al ristorante, altri due cocktail, scolati prima delle due et voilà il tasso alcolico è già alle stelle ancor prima della serrata obbligata dei locali.
«Che senso ha - si domanda Stefano, 18enne studente di chimica alla statale - questa legge? Chi vuole ubriacarsi può liberamente farlo prima delle due». «Manca una educazione di base - gli fa eco Lorenzo -: bisognerebbe fare più campagne che invitino a bere con moderazione, anzichè proibire la vendita di alcolici dopo un certo orario». Peccato che non tutti la pensino come loro. Attorno a loro - nonostante l’ora X sia stata ormai abbondantemente superata - trovare un ragazzo senza un drink in mano è impresa titanica. Come facciano ad avere sempre un cocktail pronto all’occorrenza è presto detto. Niente ampolline o baracchini ambulanti, questa volta. «Abbiamo un’intera cassa di birre in macchina», ammettono candidamente un gruppo di ragazzi, indicando il baule di un’autovettura poco distante.
E anche spostandosi sulle rive del Naviglio, ennesima location della movida meneghina, la situazione non cambia. Bottiglie rotte disseminate lungo la strada e giovani ubriachi la fanno ancora da padrone. «Con la polizia che durante la serata è costretta a intervenire più volte - denunciano due giovani che abitano nelle vicinanze -. Alle due i ragazzi sono già tutti ubriachi e le risse sono sempre dietro l’angolo».
Le cinque, la notte «dei divieti» sta volgendo al termine. Anzi, no. Sulla strada del ritorno un benzinaio aperto vende - con grande sorpresa - anche degli alcolici. E lo spazio per un’ultima birra si trova sempre...