«Macché favoriti, la mia scommessa è sui giovani»

Beppe Scienza, in serie B si parla già di sfida promozione con il Torino. Il Brescia è pronto?
«Arriviamo dopo un’estate tribolata: retrocessione, problemi economici, nessun acquisto e cessione dei pezzi pregiati. Onoreremo il fair play finanziario e lanceremo i giovani».
Chi retrocede dalla A parte poi col ruolo di favorito. Lo è il Brescia?
«Non siamo favoriti. La squadra è stata smantellata, non ci sono più Diamanti, Eder, Mareco, Caracciolo, Kone e Cordova. Non mi pare siamo attrezzati per vincere il campionato».
Lei è un neofita, mai allenato in B, come la mettiamo?
«Sono 25 anni che bazzico tra i professionisti, esperienza ne ho. Certo che in B c’è più qualità e maggiori difficoltà, ma il calcio è sempre quello. Basta essere umili e legati al lavoro quotidiano».
Visti i big che sono partiti, dove pensa di arrivare con i giovani?
«Mi basta una salvezza tranquilla e fare come l’Empoli che un anno fa ha lanciato tanti talenti. Il Brescia adesso è un cantiere aperto, devo allenare anche 7/8 giocatori fuori rosa, ma l’importante è partire col piede giusto. Abbiamo tanta gioventù e anche tanta qualità: il 18enne portiere Leali, il 21enne centrocampista belga-marocchino El Kaddouri, il polacco Salamoi, l’ungherese Varga, Marco Martina Rini, Paghera, Daprelà, Feczesin, il brasiliano De Jesus caldeggiato da Raiola, il figlio d’arte Matteo Mandorlini. Insomma, una covata di belle speranze, che saranno supportate dagli esperti Zambelli, Zoboli, Budel, Arcari. Si può costruire molto, lo devono ben capire la società e i tifosi, le cose sono cambiate, ma siamo partiti bene».
Lei ha il pallino dei giovani…
«Sono loro il futuro del calcio e di italiani ce ne sono tanti, basta guardare quelli dimenticati in Lega Pro, Ci sono troppi stranieri, se sono bravi ben vengano, altrimenti valorizziamo i nostri. Sotto questo aspetto lavorano bene Empoli e Vicenza e vedrò di metterci anche il Brescia».
Quali allora le favorite per la promozione in A?
«Sampdoria, Torino e Padova su tutte. Bene anche Grosseto e Reggina e poi qualche outsider come un anno fa Novara e Varese».
Chi invece lotterà per non retrocedere?
“È ancora presto. Si capirà qualcosa tra due-tre giornate, ma l’equilibrio è grande, basta vedere come si sono ben comportate le squadre di B in coppa Italia».
Che campionato sarà dopo il calcioscommesse?
«Come sempre. È stato messo un po’ di ordine ma avrei preferito che avessero fatto lo stesso rumore per le società di Lega Pro che hanno stipendi da fame e li pagano non si sa mai quando. Comunque 22 squadre in B sono troppe, il campionato è lungo e stressante e ci sono società che non hanno requisiti di stabilità e sicurezza patrimoniale».
Il presidente Corioni la pressa da vicino?
«Ho con lui un gran rapporto, per noi è come un padre. Mi ha solo chiesto di lanciate i giovani, rientrare nei costi e mantenere la categoria. Obbedisco».