Macché legge elettorale

Come si fa a parlare di riforma della legge elettorale agli italiani che vedranno quest’anno ridotta di più dell’80 per cento l’attesissima tredicesima? Sì, perché in Italia per il centrosinistra e, purtroppo, anche per alcuni del centrodestra, sembra che il problema dei problemi sia fare un accordo per rifare la legge elettorale e poi, eventualmente, andare al voto. Chi lo spiega ai lavoratori e ai pensionati italiani che a Natale si troveranno quest’anno in tasca gli stessi soldi che si trovano tutti gli altri mesi.
Secondo l’Adusbef (una importante associazione di consumatori) durante il 2007 le famiglie italiane si sono dovute indebitare per sopravvivere e questo ha dato un colpo di forbice al loro reddito di ben 1.500 euro. Basterebbe questo e il rincaro del petrolio. E invece non basta: la tredicesima sarà mangiata letteralmente dagli aumenti delle tariffe autostradali, luce, gas, tasse di revisione oltre che altre scadenze fiscali come i bolli, l’Ici, i canoni e gli aumenti della pressione fiscale. Insomma quest’anno in Italia saranno pagati in tredicesime 33,4 miliardi di euro, di questi, soltanto il 16 per cento, ossia 5,4 miliardi di euro, resteranno davvero nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati.
E non ci vengano a dire, dalle parti del governo, che hanno fatto la redistribuzione attraverso le tasse perché tra le piccole riduzioni fatte e gli aumenti fatti comunque, come ci ha detto una ricerca del Sole 24 Ore, una famiglia media quest’anno ha perso 1.300 euro, più di cento euro al mese.
Forse nessuno ha spiegato cosa significano da cento a duecento euro in meno al mese per una famiglia media. Sono problemi e anche grossi perché quella famiglia arriva male in fondo al mese e non può concedersi altro fuorché le spese di base per sopravvivere. Significa, lo ricordiamo a chi non sa una virgola di come funzionano l’economia e i consumi reali, penalizzare il lavoro della gente, distruggere la tendenza all’ottimismo necessaria per lo sviluppo economico, deprimere quindi i consumi e bloccare di fatto lo sviluppo economico. Significa fare dell’Italia un Paese grigio dove il morale di chi lavora è a terra.
E a questi italiani vogliamo parlare della riforma della legge elettorale? Il capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi, ieri, ha sostenuto che Forza Italia ha raggiunto già la quota di tre milioni 700mila firme raccolte per dire no a questo governo e dire sì alle elezioni anticipate. Qualcuno dirà, anche all’opposizione, che il governo Prodi si abbatte in Parlamento, se ci sono i numeri, non attraverso la raccolta di firme e le manifestazioni di piazza. Questo lo sa anche una pietra. Il problema è la loro alternativa. Cosa dovrebbe fare l’opposizione? Fa quello che deve: rappresenta il Paese che c’è, quello delle tredicesime mancate, non quello che non c’è descritto da Prodi e Veltroni come un Paese in ripresa. In ripresa di cosa? Pil 2006 2 per cento, Pil 2007 forse 1,9 per cento, Pil 2008 se va bene 1,5 per cento. Dov’è la ripresa lo sanno solo loro. Gli italiani in questo Natale non se ne accorgeranno.
Paolo Del Debbio