Macché miti pop, i divi di internet sono i prodotti culto

McDonald’s batte gli Rolling Stones 9 a 7, Nutella surclassa Madonna 10 a 6, Zara straccia gli Oasis 10 a 4. E su tutti, Coca Cola distanzia Beyonce 34 a 28. I numeri in questione sono i milioni di fan su Facebook. Se internet ha soppiantato la tv nella funzione di finestra virtuale sul mondo (o sul mercato, come precisa opportunamente il guru catodico Antonio Ricci), i social network sono un po’ come i vecchi bar di quartiere. Dove con tutti - aficionados, amici di amici, frequentatori intermittenti e clienti di passaggio - si scambiava qualche parola, una battuta o un commento. Molto spesso per ritrovarsi fra simili e magari entrare in un gruppo.
Fuor di metafora, si direbbe che l’appartenenza a una tribù sia un bisogno primordiale al quale le reti sociali del web rispondono in modo egregio. È un po’ soprendente, però, scoprire che le vere icone pop di Facebook (il secondo sito più visitato al mondo dopo Google), quelle in cui si riconosce il globalizzato popolo del social network che ha rivoluzionato l’uso di internet non siano le star della musica leggera o del cinema ma i marchi dei «prodotti mito». Lo dice il monitoraggio delle pagine ufficiali di Facebook condotto da Found!, la prima agenzia italiana di «mood marketing» (marketing emozionale), che ha vagliato la popolarità di marchi e cantanti conosciuti in tutto il mondo. Come si diceva, la polpetta di McDonald’s vince sul gruppo di Mike Jagger e la crema della Ferrero surclassa Madonna. Ancora, le magliette cheap/chic di Zara hanno 10 milioni di fan mentre gli Oasis ne hanno quattro; le bibite Red Bull sono a 22 milioni e i Beatles a 20. In vetta alla classifica, c’è l’amata/odiata e misteriosa bevanda che fra l’altro favorisce la digestione.
Più in giù nella graduatoria c’è il caso eclatante di Nescafé, il marchio che grazie al brunch ha cambiato l’immagine e il consumo del caffè nel mondo. Con il suo milione abbondante di seguaci su Facebook, la «tazza rossa» batte star intergenerazionali come Jim Morrison, Freddy Mercury, Bono e Jovanotti, che insieme non arrivano a 600mila. E cambiando di settore merceologico la musica non cambia. La Ferrari doppia Vasco Rossi (5 milioni contro 2,5), la Harley Davidson batte Bruce Springsteen (2,7 contro 1,8); Chanel e Gucci trionfano su Elton John e Ligabue(4,5 contro 1,3 e 5,3 contro 1,7).
«Facebook - dice Saro Trovato, sociologo ed esperto in mood marketing - non solo ha abbattuto le distanze ma ha saputo aggregare e creare comunità attorno a un’icona universalmente riconosciuta. Fino a poco tempo fa i miti erano cantanti, gruppi musicali e artisti, oggi il social network per eccellenza celebra quei brand che hanno saputo esportare nel virtuale il loro mood».