«Macché norma avanzata, piace alla Cei spagnola»

«José Luis Rodriguez Zapatero non abita qui: scomodarlo per commentare la proposta di legge sul Pacs (Patto civile di solidarietà, ndr) è un inutile e strumentale esercizio di polemica politica che produce solo confusione»: così Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, risponde alle polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Romano Prodi, che si è impegnato a inserire nel programma dell’Unione una legge che riconosca i diritti delle coppie gay e lesbiche. «Il leader spagnolo, che noi ammiriamo come il più avanzato riformista europeo - spiega Lo Giudice - non è certo l’esempio a cui paragonare chi appoggia una legge sulle unioni civili, qual è il Pacs, diversa e distinta dal matrimonio. Questa è precisamente la posizione del Partito popolare di Aznar, proposta come strada praticabile addirittura dal presidente della Conferenza episcopale spagnola monsignor Ricardo Blazquez, oltre che dai vescovi canadesi». «Il Pacs non interferisce col matrimonio né con l’articolo 29 della Costituzione italiana. Secondo questa logica, un novello Zapatero sarebbe allora lo stesso Clemente Mastella, che oggi accusa Prodi di assai improbabili derive zapateriste, ma che ha inserito nel suo programma di candidato alle primarie “la necessità di riconoscere i problemi giuridici e civili di tutti coloro che scelgono di vivere insieme in forme diverse dal matrimonio”».