«Macché poltrone, noi difendiamo solo le famiglie»

«Macché imboscata, la posizione di An è chiara e alla luce del sole». Replica duro il coordinatore regionale Massimo Corsaro.
La Lega chiede di «licenziare» il vostro assessore.
«Ridicolo. Proprio loro che a Brescia hanno votato contro la fusione».
La sinistra dice che è solo una questione di poltrone.
«Chiedo che il sindaco Moratti dica pubblicamente che An non ha mai chiesto poltrone. Curioso che sia proprio la sinistra a difendere gli interessi di un’operazione finanziaria che va tutta a vantaggio degli investitori. Ormai rispondono agli interessi del salotto e non non a quelli della gente».
Che fa, il Robin Hood?
«Vogliamo solo sapere se la gente è contenta che Amsa finisca dentro la nuova società e di essere costretta a pagare più tasse».
Messa così la risposta è chiara.
«Ci sono tanti modi per evitarlo. Cediamo solo il 49 per cento di Amsa, vendiamo immobili del Comune, magari le centrali elettriche che rientrano nel core business, chiediamo ad Asm di dare in più un dividendo».
Altri punti neri?
«Nella governance il peso di Milano è scarso. L’unico caso con due direttori generali e quello operativo nominato da Brescia: che remora potrà avere nell’aumentare le tariffe per i milanesi?».
Lo farà solo se necessario.
«Magari per far piacere a chi ha i titoli in Borsa. E non pensando alle famiglie».
Allora è crisi politica.
«Nessuna crisi. Chiediamo solo che la Moratti modifichi le delibere prima di portarle in consiglio».
Altrimenti?
«Altrimenti An non voterà».