Macché Primavera araba: "In Egitto meno libertà adesso che con Mubarak"

"Human Rights Watch", l’Ong internazionale che si batte per i diritti umani, nel primo anniversario della caduta del raìs accusa: "Da quando è caduto il regime il livello di libertà di espressione è molto peggiorato"

Sarà anche simbolo della riscossa, sarà il vento nuovo che soffia sulla Storia, ma la Primavera araba, fuori da tutte le retoriche, è ancora in pieno inverno. Il livello di libertà di espressione in Egitto per esempio è peggiorato dalla caduta di Hosni Mubarak, padre di tutti i despotismi. Lo certifica Human Rights Watch, la Ong internazionale con sede a New York che si batte per la difesa dei diritti umani, nel giorno del primo anniversario della caduta del rais.

Lo dimostrano i processi che durante il governo della giunta militare hanno avuto come imputati i manifestanti e i blogger e l'uso della forza violenta per reprimere le dimostrazioni. Human Rights Watch ha inoltre denunciato gli interrogatori degli attivisti critici nei confronti dell'esercito e la sospensione delle licenze per le nuove televisioni satellitari, così come la chiusura di un ufficio di Al Jazeera al Cairo.

Migliaia di manifestanti si sono raccolti davanti alla sede del ministero della difesa al Cairo per chiedere che i militari passino il potere a civili nel più breve tempo possibile. Ma la Primavera è ancora lontana.