«Macchè razzismo, una lite tra spacciatori di droga»

Una lite tra spacciatori che si sarebbero contesi il territorio. Questo quanto emerge dalle osservazioni fatte ieri dal presidente del Tribunale di Roma Paolo De Fiore, che sembrano ridimensionare e fornire una versione diversa da quella data nei giorni scorsi dagli investigatori, sul fermo, avvenuto lunedì, e poi la scarcerazione con obbligo di firma di Ivan Balzanella, il ragazzo di 20 anni che avrebbe tentato di bruciare un bengalese all’Esquilino. «L’episodio - si legge nella nota - sembra debba essere ricondotto a una banale lite tra spacciatori che si contendevano il territorio. L’udienza di rinvio è fissata per il 5 marzo. Balzanelli è assolutamente incensurato». Il presidente ha fatto un richiamo ai giornalisti invitandoli «a un impegno professionale che non cavalchi le emozioni ed esasperi le tensioni della gente».
A quanto emerso dall’udienza con rito direttissimo la bomboletta con cui Balzanella avrebbe tentato di bruciare il bengalese sarebbe stata trovata distante dal luogo del fermo. Il pm aveva chiesto gli arresti domiciliari. Per il tribunale, visto che Balzanella, accusato di spaccio di droga, lesioni e minacce, era incensurato, la giovane età e la previsione di condanna massima di due anni e mezzo, poteva fruire della sospensione condizionale della pena e lo aveva scarcerato.