Il macchinista imitatore diventa l’idolo dei pendolari

È la star dei passeggeri: li intrattiene via altoparlante nel viaggio in metrò

Alberto Toscano

da Parigi

«Cari pendolari che vi alzate all’alba per andare da Melun a Parigi a lavorare, voglio dirvi che il vostro presidente della Repubblica è accanto a voi e vi augura un buon viaggio e una felice giornata!». Caspita, questa sì che è una scommessa coraggiosa e popolare da parte di un capo dello Stato. Invece di starsene a dormire tra le candide lenzuola dell’Eliseo, Jacques Chirac si trova - bello sveglio e pimpante alle cinque del mattino - nella cabina di comando di un treno pendolari della regione parigina.
Peccato non sia lui. La voce di Chirac viene imitata a meraviglia dall’Alighiero Noschese delle ferrovie transalpine, che ricorda divertito il giorno in cui un passeggero gli ha chiesto informazioni sui viaggi del capo dello Stato a bordo dei convogli pendolari. L’imitatore è un macchinista di 36 anni, che risponde al nome di Eric Brault. Risponde anche ai nomi dei personaggi che interpreta di buon mattino alla guida di quei treni affollatissimi. Certi giorni imita i politici, mentre altre volte preferisce le star della canzone, come Johnny Hallyday, o quelle del cinema, come Sylvester Stallone. Uno Stallone che parla francese con l’accento dello zio Sam: proprio il personaggio che viene abitualmente proposto dalla trasmissione satirica Les Guignols de l’Info, sulla rete televisiva privata Canal Plus. È quella la fonte d’ispirazione del ferroviere dalle mille risorse, che in realtà imita gli imitatori.
Il suo successo è straordinario. I pendolari ridono e sono di buon umore quando si riversano dalla banlieue parigina ai quartieri centrali della capitale, pieni d’uffici, di negozi e di altri luoghi di lavoro. Resta da capire se la sicurezza dei treni venga messa in discussione dalla propensione artistica del guidatore. Il quotidiano Le Parisien, interessatosi al nuovo eroe delle ferrovie francesi, lo ha chiesto ai suoi superiori, che hanno parole tranquillizzanti. «Eric Brault è prima di tutto un guidatore di treni, preoccupato per la sicurezza dei suoi passeggeri», dichiara Sébastien Parron, responsabile della divisione macchinisti della Sncf (le ferrovie transalpine) a Melun, città distante una trentina di chilometri dalla capitale. Parron precisa che «gli annunci di Eric Brault vengono fatti nel quadro regolamentare del suo lavoro». Come dire che il macchinista-artista evita di dilungarsi in chiacchiere mentre sta conducendo il proprio treno e preferisce esibirsi durante le fermate. Nessun problema sul piano disciplinare.
Nessun problema fino a un certo punto. I vertici della Sncf hanno cominciato a preoccuparsi seriamente dell’attività di Eric, che rischia di influenzare la sterminata massa dei pendolari a qualche mese dall’importantissima scadenza elettorale della primavera 2007, quando i francesi dovranno trovare un successore al presidente Jacques Chirac. Con la fine del 2006 l’artista dei treni non avrà più il diritto di copiare e ridicolizzare la voce dei politici e soprattutto i contenuti dei loro discorsi. Dove andrebbe a finire la Francia se - alla vigilia delle elezioni - si scoprisse che gli uomini del potere fanno ridere la gente che lavora? Meglio non pensarci. Così il trentaseienne Eric si specializza sempre più sul settore «attori e cantanti», che non rischia di far deragliare la sua carriera. Intanto continua la sua routine quotidiana, portando a spasso i viaggiatori (che sono in tutto 400mila al giorno) della linea D del Reseau Express Métropolitain di Parigi. Se i superiori di Eric gli consentono di fare i suoi «numeri» a ogni fermata del treno (e magari chiudono le orecchie su qualche fuori onda tra una fermata e l’altra) è perché la banlieue parigina ha un terribile bisogno di sorridere. È passato quasi un anno dall’impressionante rivolta dell’autunno 2005. In ventuno notti (dal 28 ottobre al 17 novembre) sono state date alle fiamme 9.193 automobili, sono state fermate 2.921 persone, sono stati feriti 56 poliziotti ed è stato assassinato a botte un pensionato che cercava di evitare l’incendio della propria vettura. Un anno fa la banlieue di Parigi ha preso fuoco. Adesso è più tranquilla, grazie anche alle freddure di un macchinista.