Una macchiolina di sangue inchioda Amanda

Spunta una nuova traccia biologica nella casa dove è stata uccisa Meredith Kercher: Dna «misto» di Mez e di Amanda ritrovato in una macchia sul bidet del bagno di via della Pergola. Una traccia su cui gli inquirenti sono prudenti, ma che comunque si aggiunge agli indizi già raccolti. Quelli che il pm Mignini riassume in 35 pagine per smontare alibi e versioni di Amanda e Raffaele. Una memoria con cui il magistrato si rivolge al Riesame chiedendo di respingere, venerdì, le istanze di scarcerazione di Knox e Sollecito. Per Mignini sono «lievitati nel corso delle indagini» i «gravi indizi» che hanno portato dietro le sbarre i due ragazzi, autori di un «coacervo impressionante di contraddizioni e assurdità» per scagionarsi. Il Pm è certo: gli ex fidanzatini hanno tentato un depistaggio quando all’interno della casa «di persone vive, quella mattina, a quelle ore, c’erano solo Raffaele e Amanda e nessun altro». E secondo il magistrato entrambi sono lì durante il delitto o immediatamente dopo. «Vi è un elemento oggettivo di grande rilevanza» che lega Lele alla stanza del crimine, scrive Mignini: l’impronta della scarpa compatibile con le Nike di Sollecito, poi «presumibilmente lavate». «Risulta lavato» anche il coltello con il Dna di Amanda vicino al manico e della vittima sulla punta: «posizionamento altamente significativo se si riferisce all’assassino che brandisce il coltello e alla vittima che viene pugnalata». Amanda ha lasciato una sola impronta in casa propria (la prova per Mignini della cancellazione delle tracce), ma nel «bagno attiguo alla stanza del delitto» c’è una goccia del suo sangue. Per il Pm è «da escludere possa essere stato lasciato nei giorni antecedenti»: quella notte era lì. I due ragazzi se scarcerati scapperebbero, scrive Mignini, o concorderebbero nuove versioni. Infine per i periti nominati dal Gip non serve la nuova autopsia: Mez potrà finalmente essere sepolta.