«Maddalena moglie di Gesù» L’ovvia bugia di Dan Brown

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Secondo l'autore del Codice da Vinci, Gesù era sposato con la Maddalena, aveva avuto dei figli da lei prima di morire in croce. Il Nazareno non era «figlio di Dio», ma soltanto un grande profeta, un «maestro», trascinatore di folle, ma per nulla divino. Il quale avrebbe deciso di nominare la moglie quale fondamento della sua chiesa e guida spirituale della prima comunità cristiana. Non aveva però fatto i conti con gli agguerriti discepoli maschi, che non sopportando di vedersi sopravanzare e comandare da una donna, l'avevano esiliata, inventando di sana pianta un altro cristianesimo, più maschilista. Avevano cancellato ogni traccia del matrimonio tra Gesù e la Maddalena. L'imperatore Costantino aveva contribuito sensibilmente all'operazione, facendo scomparire i vangeli che provavano la verità e lasciando sopravvivere soltanto gli «innocui» testi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, con la complicità della Chiesa, pronta a esprimersi con un voto, e un risultato a maggioranza risicata, nientemeno che sulla divinità del figlio di Dio(...).
Veniamo ora alla figura di Maria Maddalena. Si tratta di una delle sette donne che portano questo nome nel Nuovo Testamento (...). Cominciamo col dire che il nome «Maria» (Miryam) era all'epoca molto diffuso. Notiamo inoltre come le varie Maria citate negli scritti neotestamentarie vengano riconosciute con ulteriori specificazioni legate alla loro funzione di madri o di mogli. Sono riferimenti riconducibili comunque a figure maschili, tipici di una società patriarcale quale quella della società ebraica del I secolo. Ebbene, la Maddalena, la donna che apparteneva al gruppo di seguaci di Cristo, in questi testi viene caratterizzata non per la sua relazione con qualcuno («madre di...», «moglie di...») ma per la sua provenienza geografica, vale a dire Magdala, che dovrebbe corrispondere all'attuale Migdal, nei pressi del mare di Galilea, in Israele. Perché dunque gli evangelisti non ci dicono che essa era «moglie di Gesù»? Dan Brown, lo abbiamo visto, ha già la risposta pronta: non possiamo sperare di trovare la «verità» sulla storia d'amore tra Gesù e la Maddalena negli scritti canonici approvati dalla Chiesa, perché quest'ultima, complice l'imperatore Costantino, ha scelto e ufficializzato proprio gli scritti nei quali questo segreto non veniva svelato, al fine di poter perpetuare il suo potere e presentarci un Gesù celibe e una prima comunità tutta maschile. Per l'autore del Codice da Vinci, conta poco dunque il fatto che i quattro vangeli canonici siano considerati quelli più temporalmente vicini ai fatti narrati, mentre gli altri, gli apocrifi, sono molto più tardi e marginali (...).
Nei vangeli canonici Maria non compare mai da sola in compagnia di Gesù, se non una volta. È tra i seguaci del Nazareno, lo abbiamo detto, insieme ad altre donne. È ai piedi della croce, insieme ad altre donne (...); la ritroviamo tra coloro che assistono alla deposizione, anche in questo caso mescolata ad altre donne e mai in posizione isolata o preminente. La vediamo infine tra le donne che la mattina di Pasqua, all'alba, si recano al sepolcro per ungere il corpo e compiere quelle lamentazioni che non avevano potuto fare il venerdì, a causa dell'inizio del riposo sabbatico coincidente con il tramonto. In Giovanni (20, 11-18), ritroviamo infine e finalmente l'unico episodio che racconta della Maddalena da sola con Gesù. Tutto accade quella stessa mattina del giorno di Pasqua. (...). «Maria era una discepola e seguace itinerante di Gesù fra un gruppo di altre donne», scrive Darrell L. Bock. «Non è mai stata legata a lui in alcun altro senso. Benché altre donne fossero associate a figure maschili a causa di vincoli di parentela, Maria non lo era. Fu solo testimone della crocifissione, della sepoltura e della resurrezione. Nient'altro» (...).
Secondo il Codice da Vinci, la spietata Chiesa delle origini avrebbe cancellato ogni traccia di questa donna e del principio femminile, tradendo in questo modo il mandato di Cristo. Stanno davvero così le cose? Davvero la prima comunità si è sbarazzata del «principio femminile»? Non si direbbe proprio, dato che proprio a una donna, Maria, la madre di Gesù, viene tributato un culto antichissimo ed è lei, una ragazza ebrea, a essere considerata il «vertice» della creazione. Proprio il culto mariano, rintracciabile nelle antiche iscrizioni e nei graffiti della grotta di Nazaret, scoperti in tempi relativamente recenti, vanifica le elucubrazioni di Dan Brown. L'elemento femminile non è affatto censurato, dunque. E proprio la valorizzazione della figura della Madonna rende piuttosto improbabile che invece di un'altra donna - la quale sarebbe stata addirittura la compagna di Gesù - si siano potute cancellare completamente le tracce, trasformandola da guida prescelta della comunità in personaggio secondario, seppure lasciandole il «primato» dell'iniziale apparizione del risorto. Se davvero Maria di Magdala fosse stata la moglie di Gesù, sarebbe stata adeguatamente celebrata, così com'è avvenuto per la madre del Nazareno (...).