Maddie, i due arrestati sono sospettati di traffico di bambini

Nell’abitazione portoghese dell’italiano e della sua compagna sono stati trovati due ragazzini ora affidati ai servizi sociali

da Londra

Forse non saranno loro i rapitori della piccola Madeleine McCann, ma sono ugualmente sospettati di traffico internazionale di bambini.
Secondo quanto rivelato ieri dal quotidiano britannico «Times», l’italiano Danilo Chemello e la sua compagna portoghese Aurora Pereira Vaz, accusati di tentata estorsione nei confronti dei genitori di Maddie, erano già da tempo controllati dalla polizia a causa del numero decisamente sospetto di bambini che erano stati visti frequentare la loro abitazione. Sempre secondo quanto affermato dal giornale, il sessantunenne italiano e la sua compagna di 54 anni, sono sospettati di essersi macchiati di alcuni dei reati più orrendi: traffico di minori e di ovuli. I due ieri si sono presentati in tribunale accusati di avere tentato di estorcere alla famiglia di Maddie ben due milioni e mezzo di sterline in cambio della «restituzione» della bimba. Nella loro abitazione la polizia non ha però trovato nessuna traccia della piccola McCann, scomparsa in Portogallo lo scorso 3 maggio mentre i genitori erano a cena e lei dormiva. La coppia si era però procurata tutti gli articoli e le notizie pubblicate sul caso, probabilmente per fornire alla famiglia una storia credibile che permettesse loro di ottenere il riscatto richiesto. In questi giorni la polizia sta tentando di capire se e in quale modo i due accusati possano essere collegati al rapimento di Maddie.
Intanto il «Times» ha rivelato che due erano già stati arrestati nel 2004 in Francia, dove avevano trascorso 18 mesi di prigione per abusi nei confronti della figlia di appena cinque anni. Per Chenello la Francia ha inoltre spiccato un mandato di cattura internazionale ed è proprio questo che ha fatto scattare l’arresto dei giorni scorsi. Nell’abitazione portoghese perquisita per ore dalla polizia gli agenti hanno comunque trovato una bambina e un bambino - rispettivamente di sette e cinque anni - che adesso sono stati affidati ai servizi sociali. Si è inoltre appreso che la signora Pereira è tutt’ora sotto inchiesta in Francia per essersi dichiarata la madre biologica di un’altra bambina.
Christian Girard, pubblico ministero francese intervistato dal «Times», ha raccontato che nel 2004 un testimone aveva informato la polizia del numero sospetto di bambini che transitava nella la casa della coppia in Costa azzurra, affittata per trentamila euro al mese. Il quotidiano britannico aggiunge poi «che gli inquirenti stavano tentando di rintracciare un bambino che aveva vissuto con la coppia per alcuni mesi e che poi era scomparso senza lasciare traccia.
Un’altra inchiesta era stata poi aperta per sospetto traffico di ovuli dopo che sul computer rinvenuto nell’abitazione era stata scoperta una sorta di cartella «clinica» sugli embrioni. Girard ha spiegato che Chenello e la Pereira erano sospettati di aver organizzato un business internazionale in collaborazione con un medico in Grecia e un laboratorio americano. Non erano stati però accusati formalmente perché i fatti si riferivano a episodi avvenuti al di fuori del territorio francese.
Il mandato di cattura internazionale della Francia contro Chemello riguarda invece un fatto diverso. L’uomo è stato giudicato colpevole di aver tentato di ricattare il giudice che l’aveva condannato per abusi nei confronti della figlia.