«Made expo» è già nel 2015 L’edilizia per rilanciare il Paese

Tutto è pronto, nei padiglioni del polo fieristico di Milano-Rho, per la terza edizione di «Made expo», il Salone internazionale dedicato al mondo delle costruzioni e del progetto che aprirà i battenti mercoledì 3 febbraio. Organizzata dalla società «Made eventi» e promossa dalle associazioni confindustriali FederlegnoArredo e Uncsaal (l’Unione nazionale dei costruttori di serramenti in alluminio, acciaio e leghe), la manifestazione promette una partenza «lanciata», visto che proprio nella mattinata inaugurale è in programma uno degli appuntamenti più attesi.
Si tratta del convegno «Il domani del mondo e l’Expo 2015», nel corso del quale il settore si interrogherà sul futuro dell’economia planetaria e sulle prospettive che una ripresa in Europa e in Italia, con l’Expo 2015 come evento-pilota, potrebbe offrire alle aziende che supportano il mercato edilizio e immobiliare.
A discuterne, un ricco parterre di studiosi, operatori economici ed esponenti delle istituzioni: da Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo Milano 2015, all’economista americano Jeremy Rifkin; da Kathleen Kennedy Townsend, in rappresentanza della Fondazione Robert F. Kennedy, al sindaco di Milano, Letizia Moratti; dai presidenti della Provincia di Milano e della Regione Lombardia, Guido Podestà e Roberto Formigoni, fino a Giulio Tremonti, ministro dell’Economia. E a testimoniare la rilevanza dell’evento, oltre che la centralità del sistema edilizio nelle strategie di rilancio del Paese, sarà il premier Silvio Berlusconi a chiudere i lavori. «Siamo convinti che questo comparto rimanga uno dei motori primari dell’economia - spiega Giulio Cesare Alberghini, amministratore delegato di “Made eventi” - per questo abbiamo deciso di aprire “Made expo 2010” con una giornata di studio dedicata proprio ai grandi temi economici. E l’abbiamo fatto coinvolgendo relatori di altissimo livello, anche internazionali».
La vocazione internazionale, d’altronde, è da sempre uno dei punti qualificanti dell’evento milanese, nato proprio per competere ad armi pari con le maggiori fiere mondiali del settore, prime fra tutte quelle francesi e tedesche. Obiettivo centrato, almeno stando ai numeri: «Degli oltre 1.700 espositori attesi, 254 sono stranieri - sottolinea Alberghini -: per la maggior parte aziende europee, ma non mancano quelle americane o di altri continenti. È un dato estremamente significativo, che conferma come “Made expo” si sia ormai affermato come piattaforma internazionale». Una piattaforma che, in particolare quest’anno, si propone non solo di sviluppare il business, ma anche di creare occasioni di dibattito. E ancora una volta, sono le cifre a parlare: «Nei quattro giorni del salone - ricorda Alberghini - sono in programma ben 186 convegni. E ciò dimostra come oggi esista una grande specificità nella ricerca, che riguarda ogni sfaccettatura del processo edile: dalle pavimentazioni alla trasmittanza termica, dal calcestruzzo al legno lamellare, tutti i comparti hanno proprie caratteristiche e richiedono momenti scientifici dedicati». Il settore, insomma, non ha perso il dinamismo e crede più che mai nell’innovazione. Ma non si nascondono le difficoltà legate all’impatto della crisi sul mercato. «Sappiamo che ci attende ancora un periodo complicato - conferma Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo - ma la cosa non ci spaventa. Se si vuole davvero avviare la ripresa, però, occorre che l’intero sistema-Paese faccia la sua parte. Che cosa chiediamo alle istituzioni? Soprattutto tre cose: che il piano casa del governo, finora recepito solo dal 40% dei comuni, diventi pienamente operativo; che si rilanci l’edilizia popolare, di fatto ferma da 30 anni; e che le grandi infrastrutture promesse partano per davvero».