«Made Expo», sguardi sulla città del futuro

Sarà il sindaco Moratti ad aprire mercoledì, nell’Auditorium di Fiera Milano, la seconda edizione di Made Expo, il più importante appuntamento espositivo italiano dedicato all’edilizia e all’architettura. L’apertura della manifestazione sarà preceduta martedì pomeriggio in piazzetta Reale, presenti Formigoni e Finazzaer Flory, dalla inaugurazione del «Toy Building», letteralmente edifici giocattolo, di Italo Rota: installazione che prende ispirazione da un disegno Giacomo Balla del 1915. Una grande scultura da attraversare, alta 12 metri, tutta in acciaio e specchi, che è anche un rimando alla mostra sui cento anni del Futurismo ospitata fino a giugno a Palazzo Reale.
Il Made, con 1739 espositori, dei quali 263 arrivano dall’estero, vuole essere una rassegna di materiale per l’edilizia e al tempo stesso terreno di incontri e dibattiti di grande interesse per l’intera popolazione e non solo per gli addetti ai lavori, perché oggi architetto e designer si identificano nella stessa persona: il progettista, che ha il compito non solo di costruire ma anche di arredare. Da qui la grande coralità dell’evento. Si va dalla crisi energetica alla qualità delle vita, dalla pressione sociale alla sicurezza sul lavoro, dall’inquinamento ai trasporti. Logicamente l’architettura è il tema di fondo, un tema sul quale intervengono tutta una serie di progettisti e di scienziati di fama internazionale i quali ribadiscono, con parole diverse, come la natura e i cittadini debbono innanzitutto essere parte integrante delle decisioni di chi governa.
Sull’argomento mercoledì e giovedì si svolge così un grande dibattito dedicato alla città del futuro che toccherà i tasti del rapporto tra politica, economia e strategie urbane, quindi il tema si sposta sulle visioni architettoniche e le trasformazioni urbane. Sessione finale sulle nuove tecnologie e sostenibilità ambientale. Le dichiarazioni di alcuni architetti e scienziati potranno far riflettere amministratori e cittadini contestatori, come quella di Reena Tiwari che mette in evidenza come la più grande sfida sta nel rendere la città a misura dell’uomo, migliorandola suscitando interesse e rendendo consapevole la società, o le parole di Denise Deluca che puntano sull’ispirazione alla natura nella costruzioni e delle città, fatto che mette in evidenza come più sarà possibile questo matrimonio più sopravviveremo e cresceremo.
Gary Lawrence punta invece, con un intervento di grande attualità, sul fatto di saper individuare la complessità di tutto il sistema urbano attraverso la collaborazione di più fattori, come il design, la progettazione, l'economia e la politica. Sono parole che mettono in evidenza gli interventi di modesta levatura che si sollevano anelle nostre città quando ci si limita a contestare i grattacieli (qui a Milano nessuno ha condannato il fatto che a Shanghai ve ne siano oggi ben più di 13mila) invece di avere una visione culturale più ampia e consapevole, come quella di Eduardo De Oliveira che sottolinea come le città abbiano un enorme potenziale per riuscire a ridurre le emissioni nocive attraverso tutta una strategia di decentralizzazioni, sviluppo urbano e progettazione di percorsi alternativi per la mobilità.
In occasione di Made una vittoria tutta italiana quella nel concorso promosso da Regione Lombardia, Politecnico di Milano e Federlegno-Arredo sulla progettazione di una unità abitativa singola e componibile per rispondere alle necessità di accoglienza temporanea a Milano in occasione dell’Expo. Tra i 74 progetti giunti da tutto il mondo è stato scelto quello di Bardeschi, Angelici, Piccinina e Bottacchiari, quattro studenti della facoltà di ingegneria di Bologna. Un prototipo in scala reale sarà esposto in piazza Duomo durante la fiera.