Made expo, in vetrina il nuovo housing

Anche Milano si prepara a ospitare una 4 giorni dedicata all'edilizia, alla finitura e alle costruzioni con il Made Expo. In concomitanza con il Saie di Bologna, dal 5 all'8 ottobre torna a Fiera Milano Rho l'appuntamento internazionale dedicato alle costruzioni e al progetto. Oltre 1.800 aziende, di cui 260 estere, hanno scelto di esporre i propri prodotti negli oltre 94.000 metri quadrati netti del tessuto espositivo di Made expo, in una rassegna completa dei prodotti e delle tecnologie per costruire, ristrutturare e recuperare. Un successo che, unito a quello di Bologna, fa una fotografia ottimistica di un settore pur in crisi come quello delle costruzioni. Per Andrea Negri, presidente di Made Expo «la risposta delle aziende va oltre le aspettative, un risultato incredibile e una crescita che sfiora il 30% rispetto all'edizione precedente, in controtendenza rispetto al mercato in crisi».
Come se lo spiega?
«La nostra organizzazione non ha mai pensato a mettere in fila le aziende, ma a creare un evento globale nel mondo delle costruzioni. Vogliamo far diventare questa fiera il più grande evento al mondo del settore costruzioni senza fermarci al tessuto economico commerciale, ma riunendo politica, economia e ricerca con una finestra sulla cultura delle costruzioni. Se guardiamo a Made di quest'anno ci sono tutti gli elementi che ho appena menzionato».
Quali sono i dati del settore?
«I dati del comparto sono un segno della crisi, con un calo che dal 2008 al 2010 si aggira su un ordine di grandezza del 16%. A fronte di questo, le previsioni del 2011 riportano un altro calo dell'1,8%. Se guardiamo solo le nuove costruzioni, residenziali sono passate da 360mila nuove unità realizzate ogni anno, in passato, alle 150mila del 2010. Ora il comparto è veramente bloccato da una siuazione di stallo se il programma di infrastrutture non parte e non si rimettono in moto le piccole opere. Non dimentichiamo che le costruzioni smuovono 353 miliardi su 1.500 di prodotto interno lordo».
Cosa si vedrà al Made di quest'anno?
«Apriamo con gli Stati generali, che è l'incontro col mondo politico, perché chiediamo che il comparto delle costruzioni sia la ricetta anticrisi per tutta l'Italia, come abbiamo già fatto in due precedenti edizioni. Questa volta, però, non abbiamo invitato i politici nazionali, ma i presidenti delle Regioni e i rappresentanti dei Comuni, per lanciare un appello e trovare ascolto tra le entità territoriali».
Qual è lo stato del settore delle costruzioni?
E quali sono le linee guida della manifestazione di quest'anno?
«Innanzitutto c'è un programma di 234 convegni in 4 giorni e 14 eventi collaterali per gli operatori di settore. Questo perché crediamo che oltre all'esposizione pura e semplice, all'interno della fiera bisogna creare le opportunità di business per i professionisti. Segnalo inoltre il nuovo Salone dedicato al “Component and Contract” che attira i buyer e illustra i nuovi modi di fare edilizia in termini di sistema».