Il made in Italy diventa musa dell’arte

In epoca di globalizzazione, quando ormai il talento, la creatività e l’intraprendeza imprenditoriale non vantano più una cifra che rimanda a una nazione o a una cultura particolare, ripensare alla storia del made in Italy è un modo per analizzare il gusto dell’invenzione legata all’economia che proprio nel nostro Paese ha avuto alcune delle sue stagioni migliori. Ed è questo l’obiettivo principe che si propone la mostra Loghi d’Italia - storie dell’arte di eccellere ospitata a Castel Sant’Angelo fino al prossimo 25 gennaio. Si tratta di un’esposizione che scandaglia le relazioni tra la cultura (soprattutto quella delle arti visive) e il made in Italy, ripercorrendo l’eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del Novecento, si snoda tra le imprese affermatesi nell’immediato dopoguerra, come Zanotta o i Guzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che costituiranno - si spera - l’eccellenza italiana del domani. Dai caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, «Loghi d’Italia» racconta le principali aziende nazionali (le persone, i prodotti, le storie, i territori) fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.

I luoghi e i volti del made in Italy
Un viaggio alle origini del prodotto «nostrano», una esplorazione della sua evoluzione «dal materiale all’immateriale», attraverso affiche, suoni, prodotti, foto, video e opere d’arte, ma anche uno sguardo al futuro della qualità italiana, grazie alla sezione «Luoghi d’Amore», una finestra dedicata alle relazioni tra produzione e territorio (c’è Parma, capitale della «food valley», che vanta anche una prestigiosa biblioteca gastronomica di 8mila volumi ospitata all’interno dell’Accademia Barilla e Lucca che sfrutta l’«icona» di Mario Soldati per dare lustro alla sua manifattura di tabacchi). «Loghi d’Italia - storie dell’arte di eccellere» offre, insomma, al visitatore non soltanto la possibilità di conoscere ed apprezzare le origini, il vissuto e il processo evolutivo degli oggetti di cui è solito fare uso, ma anche di coglierne le innumerevoli connessioni con il mondo dell’arte, della cultura, dell’architettura, della cinematografia, che hanno portato quegli stessi oggetti ad assumere il significato e il valore odierni.

Artisti, architetti e grandi registi Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Warhol e Dalì, dalle affiche di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri.Per ciascuna azienda, la mostra svela e racconta un periodo, un episodio, un momento particolarmente significativo ad una lettura artistica, storica, sociale e culturale.

Una mostra multimediale
Lo spazio scenico della mostra è dotato di un sistema neuronale tecnologico che, mediante un complesso di sensori, consente al visitatore di interagire con i contenuti dell’esposizione in ogni sezione del percorso, attraverso il proprio corpo. L’interattività costituisce il fil rouge dell’esposizione attraverso cinque videoinstallazioni, un tappeto interattivo (interactive floor) e un'installazione sonora che vedono l’impiego delle più avanzate tecnologie hardware e software. Gli elementi e i suoni del mondo virtuale sono tratti dal mondo culturale della seconda metà del ’900, per connotare e contestualizzare il periodo a cui la mostra si riferisce ed offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente, sia sul piano cognitivo, che su quello emotivo.