Il "made in Torino" rivoluziona l'architettura

Una nuova e fibrillante cultura dell'architettura pronta a essere inserita nel circuito delle
esperienze contemporanee. Le avanguardie torinesi si raccontano

Torino - Il futuro è a Torino. Ed è presente. Al XXIII congresso dell’Unione internazionale degli architetti le avanguardie piemontesi raccontano, attraverso testi e immagini, una nuova e fibrillante cultura del progettare i cui frutti sono pronti per esser rilanciati nel circuito delle contemporanee esperienze nazionali e internazionali.

Un viaggio nelle avanguardie torinesi Il XXIII congresso dell’Unione internazionale degli architetti, ospitato dal capoluogo piemontese, è stato l’occasione per un excursus ragionato sullo stato di maturazione del dibattito architettonico torinese, profondamente trasformato dal recente slancio culturale del capoluogo sabaudo. Introdotto da un saggio di Luca Molinari, il volume 011+ Architetture made in Torino (pagg. 184, 50 euro) esamina i percorsi progettuali di tredici giovani studi torinesi, tra loro accomunati dal condiviso desiderio di trovare nuove interpretazioni di un modo di fare architettura troppo a lungo influenzato dalle derive manieristiche dei maestri degli anni Settanta.

I progetti più significativi Da Archicura a brh+, passando per Camerana&Partners, carlorattiassociati , Cliostraat, Elastico spa e Frlan+Jansen Architetti. E ancora: MARC, Picco Architetti, Raimondo Guidacci, studiata e UdA. Attraverso testi e immagini gli architetti si raccontano e presentano i loro progetti più significativi, esprimendo le proprie posizioni su alcune importanti tematiche del dibattito architettonico contemporaneo. Il dipinto che ne deriva è quello di una nuova e fibrillante cultura del progettare i cui frutti, ormai maturi, sono pronti per esser colti ed inseriti nel circuito delle contemporanee esperienze nazionali ed internazionali. Di questa necessaria "presa di coscienza collettiva", il libro vuole essere il primo, cruciale e puntuale veicolo