«La Madia ha avuto un bimbo, non so chi è il padre». E la Camera sghignazza

Tempi di gossip e sospetti a tutto campo. E' bastata una gaffe involontaria della presidente di turno, Rosy Bindi, per scatenare nell'emiciclo fischi, frizzi e lazzi sulla maternità della deputata Pd. Paracadutata da Veltroni in Parlamento, dichiarò ingenuamente: «Metto la mia inesperienza al servizio del Paese»

Sì, è vero. Forse il clima è un po' ammorbato, come dice il capo dell'Episcopato italiano, cardinal Bagnasco. I gossip e le rivelazioni che piovono dai quotidiani lasciano una scia di sospetti e alimentano ghigni sardonici in ogni angolo. Specie se attinente ai Palazzi della politica.
Se n'è data una piccola prova oggi pomeriggio alla Camera, dove da qualche giorno risulta assente la deputata del Pd, Marianna Madia. In effetti l'avvenente Madia - nota alle cronache perché paracadutata da Walter Veltroni e per la sua disarmante ingenuità (disse, alla prima intervista da candidata una frase cult: «Metto la mia inesperienza al servizio del Paese»), non ha del tutto demeritato in questi anni. Nel senso che se n'è persa ogni traccia ed è sparita prudentemente dalle scene. Diciamo che ha avuto l'accortezza e il buonsenso di disattendere il proprio programma politico e di risparmiare al Paese anche l'aggravio della sua inesperienza. Però è stata discretamente presente, in aula e in commissione, almeno fino a quando non è rimasta incinta. Con un enorme pancione ormai maturo s'è presentata persino a metà agosto, durante la famosa audizione sulla crisi economica resa da Tremonti alle commissioni di Camera e Senato riunite.
Oggi, appunto, la lieta novella. Durante la seduta, la presidente di Montecitorio di turno, Rosy Bindi, ha richiamato l'attenzione dei colleghi. «Ho una buona notizia», ha esordito. «Marianna Madia ha avuto un bambino di nome Stefano... A mamma e figlio i nostri calorosi auguri...». Subito è scattato l'applauso per la valorosa collega neo-mamma.
Ma dal suo scranno s'è levata allora Alessandra Mussolini, sempre assai sensibile alle pari opportunità. «Auguri anche al padre, no?». Improvvida la risposta della Bindi: «Non so chi è il padre...». È bastato perché dall'emiciclo si levassero fischi, sghignazzi, frizzi e lazzi. O tempora o mores (che non significa, come traduceva Totò, «castighiamo i mori»).