Madonna crocefissa sul palco Ma la croce costa 5 milioni

Il colpo di scena apre a Los Angeles il tour mondiale. Sul palco la popstar si cambia sette volte d’abito

Paolo Giordano

da Milano

Però erano molto ben lucidati. D’accordo, lo sapevano quasi tutti, i blog su Internet si erano già intasati di dettagli e l’altra sera la gente al Forum di Los Angeles non s’aspettava altro. Perciò quando Madonna quasi subito si è infilata la sua bella corona di spine ed è salita in croce per cantare Live to tell, in uno sfavillante gioco di luci, pochi si sono sorpresi e molti hanno iniziato a verificare i particolari. Innanzitutto la croce, che è imponente, scintilla come un diamante perché è ricoperta di cristalli Swarovski che, sembra, hanno un valore niente male: cinque milioni di dollari. Poi la camicetta indossata dalla diva: rossa, uno dei suoi colori meno amati. Infine la postura: poco provocatoria, poco madonnesca, quasi imbarazzata.
Però che effetto: Madonna in croce. Madonna in una posa inedita. E Madonna egoista perché mentre lei se ne sta a braccia larghe appesa alla croce più costosa della storia, mentre canta di violenze ai minori, sui megaschermi corrono le uniche immagini sensate di tutto il concerto (le altre saranno più che altro sensuali). Bambini sofferenti. Occhi lucidi. Retorica a fil di pelle. Però pochi se ne accorgono perché tutti gli altri sono abbagliati dallo scintillìo dell’evento, dal lento rituale dell’innalzamento e della discesa dal crocefisso, insomma dall’ennesima provocazione che si aggiunge al curriculum ma rischia di essere quella finale. Dopo aver scomodato pure il Golgota, a Madonna rimane ben poco anche perché se casomai le venisse in mente di sconfinare in altre religioni, vedi l’Islam, in pleatea rischia di trovarsi non soltanto i flash e gli applausi. Strano il destino dei provocatori, specialmente di quelli di massa: provocano solo dove si può, che è una contraddizione in termini.
Comunque è redditizio: il nuovo tour di Madonna, sessanta concerti in giro per il mondo (occidentale) incasserà 200 milioni di dollari, una bella fetta dei quali andrà nelle tasche della signora Ciccone. Un giornale inglese, che avendo l’obbligo di riempire le pagine di pettegolezzi si è scatenato con le indiscrezioni, ha calcolato che il cachet dovrebbe ammontare a oltre due milioni di euro a sera, roba da far invidia persino ai Rolling Stones.
Però lei, che comunque fa invidia a tutte le coetanee 47enni, si cambia sette volte d’abito (Jean Paul Gaultier, ovvio), fa più ginnastica di Jane Fonda nei video di aerobica e vanta una corte di 22 ballerini alcuni dei quali la aspettano sul palco a torso nudo quando lei scavalla fuori da una gigantesca palla d’accaio e dà il benvenuto a tutti cantando Future lovers. Ma il vero sforzo da monetizzare è il suo luogocomunismo più faticoso: in Like a virgin sembra una pornostar con cuoio e frustino, poi manda sugli schermi le radiografie delle sue recenti fratture, mostra la faccia di Bush accanto a quelle di Hitler e di Osama, infine ironizza sul sesso orale alla Casa Bianca come il ripetitivo Jay Leno si stancò di fare già ai tempi di Clinton. Insomma, tutto perfetto per far tanto rumore, dire nulla e piacere a tutti. Meglio di così.