Madonna guida l’invasione delle dive È il Lido delle quota rosa (extralarge)

VeneziaLa Mostra è femmina. Belle, brave e impegnate. Che cosa si può volere di più dalle tante dive che nelle prossime ore affronteranno decise il lungo tappeto rosso? Forse di rimanere un po’ più con i piedi per terra come noi poveri mortali? Ma certo se ti chiami Madonna e vieni al Lido a presentare fuori concorso la tua seconda fatica da regista, l’atteso W.E. sulla storia d’amore tra Wallis Simpson e l’erede al trono britannico Edoardo di Windsor, puoi anche permetterti, per sviare fan e paparazzi, di prenotare ben cinque alberghi, naturalmente i più lussuosi della zona: il Cipriani, il Danieli, il Bauer, il Gritti e l’Hilton Molino Stucky. Solo dopo l’atterraggio (luogo e orario ancora misteriosi) Lady Ciccone, accompagnata dalla figlia Lourdes che ha una piccola parte nel film e probabilmente dal suo nuovo e giovanissimo fidanzato, il ballerino francese 24enne Brahim Zaibat, deciderà in quale albergo trascorrere la trasferta veneziana in cui avrà anche modo di presentare il premio della maison fiorentina Gucci Award for Women in Cinema 2011 con una cerimonia nel corso della cena per pochi fortunati vip che Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, ospiterà stasera negli esclusivi Granai del Cipriani. Pare però che cinque alberghi non le bastino e che abbia addirittura in mente di comprare casa nel Veneto. Naturalmente non un pied-à-terre qualsiasi ma una delle più esclusive ville palladiane nel vicentino di cui si sarebbe perdutamente invaghita (tra le sue preferite ci sarebbero Villa Saraceno, patrimonio dell’Unesco, Villa Chiericati e Villa Porto).
Capricci femminili a cui dovremo abituarci. Mai come quest’anno infatti la Mostra ha visto le quote rose a percentuali ribaltate mettendo in un angolo le poche star maschili e aprendo al glamour più patinato con l’arrivo di Monica Bellucci (preceduta dalla strombazzatissima scena di nudo integrale frontale di Un été brulant di Philippe Garrel in concorso), Keira Knightley (nel ruolo di Sabina Spielrein, la bella e giovane paziente che si frappone tra Jung e Freud), Kate Winslet (protagonista di ben tre film), Evan Rachel Wood (la giovane e sfortunata stagista nel film di Clooney Le idi di marzo), Gwyneth Paltrow (la prima contagiata dal virus letale di Contagion di Steven Soderbergh). Senza dimenticare la folta schiera delle dive nostrane: Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Valentina Lodovini, Donatella Finocchiaro, Isabella Rossellini, Chiara Mastroianni.
Dicevamo belle (anche se Vanity Fair critica la triade Madonna-Bellucci-Winslet perché si vestono sempre allo stesso modo), brave e impegnate, perché ormai anche alle attrici piace molto di più trovarsi dall’altra parte della macchina da presa. E per una Valeria Golino (a Venezia per la serata benefica di Jager-LeCoultre) che sta lavorando al suo primo lungometraggio sull’eutanasia, nella sezione Controcampo Italiano vedremo il debutto di Maria Grazia Cucinotta con il cortometraggio Il maestro con Renato Scarpa nel ruolo di un insegnate delle elementari in pensione che sfida la solitudine tornando a scuola tutti i giorni. Nella stessa sezione c’è il documentario di Donatella Finocchiaro (presente anche in concorso come protagonista di Terraferma di Emanuele Crialese) in cui artisti come Franco Battiato e Carmen Consoli raccontano il legame con la loro città natale, Catania.
C’è poi la diva una e trina Kate Winslet che a soli 35 anni si ritrova protagonista assoluta di Venezia 68 con un interessante triangolo di opere: Carnage di Roman Polanski (in concorso), Contagion di Steven Soderbergh (fuori concorso) e la serie tv Mildred Pierce di Todd Haynes. Una donna forte, nella vita come sullo schermo dove ha dato corpo e voce a personaggi caparbi e decisi. Difensori di una certa idea di femminilità che la Winslet ha ben chiara in testa e anche nella pratica quotidiana visto che ha fondato con Emma Thompson e Rachel Weisz la lega anti-botox e lifting. Una vera e propria dichiarazione di guerra.