Madonna di Montallegro, una storia lunga 450 anni

È il 2 luglio 1557, un venerdì pomeriggio pieno di sole. Il contadino Giovanni Chighizola, si trova sul monte Ponzema sestiere di Borzoli, dove portava spesso a pascolare il bestiame. Si sta pulendo i vestiti, quando improvvisamente gli appare la Madonna «in figura di donna vestita di Turchino». Maria chiede di esser venerata lì, in quel luogo. E fu con ogni probabilità il suono delle campane della Torre Civica di Rapallo, in quel pomeriggio, a chiamare a raccolta la popolazione per l’annuncio «del fatto miracoloso avvenuto nel meriggio».
Da quel momento la vita di Rapallo si lega strettamente al Santuario di Montallegro da cui si ricevono protezione e conforto. Nel 1590, ad esempio Rapallo riconosce ufficialmente di essere stata preservata dalla peste per intercessione della Madonna e sala al Santuario a ringraziarla.
Quest’anno si celebra il 450° anniversario dell’Apparizione di Nostra Signora di Montallegro. E per l’occasione il sindaco ruentino, l’avvocato Mentore Campodonico, presenta un bellissimo volume che ricorda l’avvenimento. Lo affida, nel racconto, a Mariangela Bacigalupo e Amedeo Solimano, un’opera completa, bella, realizzata con grande amore.
Mariangela Bacigalupo è la mitica «storica» del Comune rapallese: conosce, è il caso di dirlo, «vita e miracoli» di uno scenario ricco di avvenimenti religiosi e non. Ed ha scritto questo volume con grande professionalità, attraverso una seria e scrupolosa ricerca, come si addice a chi ama davvero storia, tradizioni e folklore della sua terra. Mariangela Bacigalupo è colei che, nei giorni «caldi» di luglio, durante le feste in onore della Madonna, racconta alla città dai microfoni del Chiostro famoso, tutta la storia di queste processioni, di queste processioni, di questi miracoli, di queste antiche vicende che legano Rapallo alla sua «Signora». Insomma, un’opera molto sentita. E lo stesso sindaco, molto contento di questa edizione, ha voluto presentarla in grande stile, nell’aula del consiglio comunale, offrendo copie a tutti i responsabili dei «Sestieri», ad autorità e studiosi in una cerimonia che è apparsa davvero un omaggio sincero alla città, molto religiosa.
Ha detto Campodonico: «Useremo questo libro per testimoniare la storia della nostra città, la bellezza della nostra terra, ma soprattutto la ricchezza spirituale che esce con l’Apparizione e che continua, giorno per giorno, attraverso le nostre speranze».
Gli interventi «miracolosi» della Vergine sono, fra l’altro (come ricorda con precisione Mariangela Bacigalupo) testimoniati attorno al 1600 dallo storico del Santuario, Gio Agostino Molfino: un elenco lungo di interventi per salvare la gente di Rapallo che ebbe sempre una grande devozione: così si parla di «colpi di arma da fuoco miracolosamente andati a vuoto», di «cisterne disseccate che improvvisamente si riempiono d’acqua», di «guarigioni straordinarie da incurabili infermità», di «ciechi che tornano a vedere», di «pericoli scampati per l’intervento di Colei alla quale si era solo elevata una preghiera». Scrive Mariangela Bacigalupo: «Emergono così di lontano le radici profonde di una fede popolare ben salda che continua a dare frutti copiosi e che conferma quell’ansia di trascendente che l’uomo d’oggi spesso non riesce a soddisfare, smarrito com’è e debole della speranza».
Culturalmente parlando è questa un’operazione che il sindaco ha voluto per insistere anche sui risvolti di una politica culturale della sua città che va al di là di manifestazioni legate a concorsi di bellezza (infausti) o di passerelle inutili che fanno spendere soldi e basta. La cultura (e questo libro ne è una testimonianza) costituisce un punto fermo di una volontà di fare crescere i cittadini sul serio. E soprattutto di farla conoscere: «Questo libro - conclude Campodonico - non è solo un importante momento della ricorrenza, ma diventa veicolo di comunicazione rivolto all’oggi e al futuro».