Madonna? È musulmana E Bridget Jones ha il velo

Nel mondo arabo tira aria di rivolta ma quello che soffia è un vento caldo. Rajaa al Sanie ha 23 anni, il velo e lo sguardo di una bambina. Studia da dentista, ma scrive libri. Dicono sia la «risposta saudita a Bridget Jones» perché ha messo sottosopra il Medio Oriente con un romanzo che racconta, attraverso le e-mail, i sogni di libertà e desideri un po’ spinti delle Ragazze di Riad. Quando l’Arabia lo ha messo al bando era ormai troppo tardi. Migliaia di copie avevano già invaso il Paese. Unico problema: «Quasi tutte le mie amiche sono sparite, a farsi vedere in giro con me si rovinano la reputazione. Ma tante saudite mi hanno scritto: siamo dalla tua, fai bene a rivelare la nostra infelicità». Anche in Indonesia, il più grande Paese musulmano del mondo, il fenomeno più rivoluzionario è la «letteratura profumata». Merito di tre eroine Ayu Utami, Djenar Maesa Ayu e Dewi Lestari. Belle, sfrontate e scandalose. Scrivono di religiosi malati di sesso, della doppia vita delle donne sposate, di pratiche sadomaso. Roba proibita, ma che vende moltissimo. Per questo le autorità religiose le odiano, per questo sono diventate un caso politico. Dice Ayu: «In Indonesia il sesso è tabù, figuriamoci se a parlarne sono donne». Non abbassa la testa nemmeno Deepika Thataal, più famosa come Deeyah, bellezza per metà afghana e per metà pakistana. Canta canzoni provocanti, veste look sexy. Ha girato un video nel quale si spoglia del burka per restare in bikini, canta la liberazione delle donne islamiche. Vive circondata da guardie del corpo e inseguita dalle minacce integraliste. La chiamano la Madonna islamica. Ma si difende da dio...