Madonna nuda finisce all’asta Ma che c’è ancora da scoprire?

Un’inedita foto a luci rosse della pop star a vent’anni battuta da Christie’s. Nonostante trent’anni di immagini (quasi) porno

Si prevede folla oceanica il dodici di febbraio prossimo venturo a New York, nel sito di Christie’s Rockfeller center, quarantanovesima strada, tra la quinta e la sesta avenue. Ho fornito le coordinate perché va all’asta la fotografia di Veronica Ciccone, in arte Madonna. Fotografia è riduttivo, trattasi di uno scatto esclusivo, la ragazza è nuda, totalmente nuda, in postura cicconiana, cioè non proprio elegante e garbata, gamba sinistra aperta, ogni dettaglio pubico ben inquadrato, Veronica volge il viso alla propria sinistra, quasi vergognosa, distratta da altro, comunque già Madonna al tempo. Il tempo sarebbe trent’anni fa, quando il fotografo Lee Friedlander scattò l’immagine, la ragazzina era sbarcata a New York, aveva vent’anni, aveva bisogno di denari, così sfogliando una rivista detta per soli uomini, o forse per uomini soli, capitò su un annuncio interessante: un’agenzia cercava modelle che posassero nude. Veronica Madonna scrisse l’appunto e si presentò come l’aveva fatta mamma, Madonna Louise Fortin. Per quella fotografia raccolse un pugno di dollari, venticinque per la precisione, prese su e tornò a cercare altra fortuna come cheerleader, ballerina, cantante e nella band dei Breakfast boy. Qualche stagione dopo, nel 1985 la fotografia apparve su Playboy ma, a parte la postura, la pubblicazione non suscitò clamori. Il resto è noto, nel senso che Madonna ne ha fatte mille e più di mille, tra dischi, video, film, spot, amori, tradimenti e, ovviamente fotografie esplicite. Non certo come quella di mister Friedlander ma sanguigne il giusto. Tanto per dire una delle recenti composizioni dell’artista si intitola «Give it 2 me», tradotto in italiano verace sarebbe «Dammelo» e nel pezzo la Madonna suggerisce, tra l’altro: «...non ci sono limiti e confini se c’è eccitazione, conta pure su di me, se è contro la legge, arrestami, se riesci a gestirlo spogliami, dammelo sì». Potrei aggiungere, non ci sono novità lungo le strade di New York ma stavolta l’asta di Christie’s richiama cortei di collezionisti, appassionati, feticisti, gay, anziani, giovani, militari, tutti pronti a guardare, sbirciare, commentare ed eventualmente offrire. Si prevede una cifra di diecimila dollari ma dinanzi al feticcio non c’è prezzo, la partita è aperta. Si ripensi alla fotografia di Carla Bruni in Sarkozy, nuda ma in posa meno esplicita, si ripensi al filmato hard d’epoca della Monroe. La stessa Madonna è stata dipinta, nel vero senso, da Steve Kaufman nel duemila e tre, l’immagine della cantante, nuda sleepy e sexy, è elegante: Madonna tiene gli occhi chiusi, con il braccio destro si copre appena un seno, il resto è invisibile ma immaginabile a differenza dell’inequivocabile bianco e nero del Settantanove.
Quello che accadrà esattamente il dodici di febbraio non è dato di sapere ma l’attesa cresce perché il collezionista presenzialista non pone limiti al proprio album, prevede la figurina doppia e tripla, raramente la scambia, corre a vedere l’idolo, l’icona, la venera, la celebra, la ritaglia, la incolla, l’appende, l’appiccica, la lecca, la mostra, la conserva. Una, dieci, cento, mille Madonna, sapendo che la prossima sarà ancora più unica ed esclusiva, come la Carla, coma la Marilyn, l’importante è che qualcuno tiri fuori dal cilindro il coniglio, che un mago della comunicazione sappia spacciare per scoop qualcosa che già appartiene all’archivio, però rivisto e corretto con l’occhio maligno, il sesso, l’ambiguità, il perverso.
Dicono che la signora Ciccone abbia voglia di togliere dal mercato quel ritratto, magari pagando lei stessa la cifra d’asta. Potrebbe partire da venticinque dollari. Il resto è vita: give it her, dateglielo.