Madonna, si fermi per favore Era una star, ora è un’étoile

Lei balla. Balla e balla. Lo fa come chi li ha conservati a lungo, quei passi, li ha metabolizzati per vent’anni e ora li esibisce col vezzo di chi spera nell’oohhh del pubblico. Madonna sui pattini a rotelle. Madonna col body stile Saranno famosi. Madonna a spasso in una stradina off Broadway. Tutto sorprendente eppure prevedibile. Dopo la laurea danzereccia esibita urbi et orbi in Hung up, in Sorry, Madonna esibisce anche la lode, visto che qui è inappuntabile, ha l’impeccabile elasticità di una étoile e per di più balla come una diciottenne dinoccolata ed entusiasta (e chirurgicamente direi sospetta). Va bene, ma dov’è la novità? In Sorry per la prima volta Madonna dimostra di avere ansia. Ansia di mostrarsi più di quello che è. Di essere sempre Madonna. Ansia di soddisfare il pubblico e di deludere l’anagrafe, visto che ha pur sempre 48 anni belli vissuti. Insomma, Madonna è diventata umana, evviva. È sempre stata così soprannaturale, così svincolata dal bisogno degli umani di star dietro alle mode da rimaner sempre un passo avanti alla faccia di tutti. Ora balla da 110 e lode e il suo è pure un bel brano però stavolta si mostra come il suo pubblico: ansiosa e bisognosa dell’applauso. Eccolo, bentornata tra noi.

MADONNA - Sorry (Warner)