Madre coraggio di cinque figli: «Tursi mi deve 50mila euro»

Madre coraggio si chiama Paola De Agostini, ha più di quarant’anni e alle spalle una situazione famigliare che definire complessa non sarebbe abbastanza. Madre coraggio ha avuto due uomini di colore, del primo le sono rimasti tre ragazzi, figli del suo ex, che Paola ha cresciuto come fossero suoi. David, 23 anni, che si è sposato da poco, Ruth, 21, e Deborah di 19. Dal secondo compagno, anche lui di colore, ha avuto due bimbi di 4 e 2 anni. Anche questa storia è finita e da allora Paola De Agostini vive da sola, portando avanti la sua famiglia allargata tra mille difficoltà, «compresa - dice - l’indifferenza degli enti locali che tutelano, ma solo a parole, la famiglia». Sì perché Paola, da otto anni, è affidataria dei tra figli del suo primo compagno. Lo ha sancito il tribunale dei minori di Genova che a maggio del 2008 le ha anche accordato di continuare nell’affido fino al ventunesimo anno d’età dei ragazzi affidati. «Eppure - racconta la donna - dal Comune e dai servizi sociali non ho avuto un centesimo, anche se la legge - sostiene - mi assegnerebbe 340 euro al mese per ogni minore affidato». Ed è qui che si inserisce la protesta di Paola De Agostini. «Con il Comune di Genova - afferma - ho un credito di circa 50 mila euro. Negli otto anni di cui mi sono interessata di David, Ruth e Deborah, crescendoli con amore e facendo sacrifici e debiti per curarli, farli studiare a mantenerli, da Tursi, attraverso le strutture dei Servizi sociali, ho ricevuto appena poco più di tremila euro, pari a quattro mesi di affido. Ora, però, non ce la faccio più. Per seguire i miei due figli naturali, per cui non chiedo nulla a nessuno, insieme a quelli affidati, ho dovuto lasciare il lavoro di impiegata in una scuola e chiedere il permesso parentale. Lo stipendio di mille euro si è ridotto del settanta per cento e per andare avanti facciamo i salti mortali». Paola de Agostini ha chiesto incontri con l’assessore ai Servizi Sociali, Roberta Papi e al sindaco Marta Vincenzi. «Nessuno delle due mi ha ricevuto - dichiara -. Anzi - aggiunge - l’assessore Papi mi ha risposto che il Comune ha fatto tutto secondo la legge. Un’affermazione che contesto con forza. C’è una legge dello Stato che mi dà diritto alle quote di supporto per l’affido, anche se è stato deciso dal tribunale. Una tesi che è stata confermata anche dall’avvocatura del Comune, ma che l’amministrazione comunale ha sempre negato». E ora che farà Madre Coraggio? «Io sono ottimista - dice Paola De Agostini -. Ho fiducia nelle leggi dello Stato che mi danno ragione. Il Comune non può non riconoscere il mio status di madre sola con due figli naturali e due affidati a carico». Una fede incrollabile che merita almeno di essere presa in considerazione.