La madre dei Circoli non si vede: è giallo

da Roma

Ci si può nascondere anche se si è una bella donna, con i capelli rossi e luminosi. Il personaggio più atteso del giorno. Ancora più eccentrico per questo esserci e non esserci, comparire e scomparire. Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà, ieri alla manifestazione di Alleanza Nazionale ha parlato al telefono con i giornalisti, ma in corteo non l’hanno vista i suoi fan e non l’ha vista nessuno. E allora è comparsa, ma un poco. Quel tanto, però, da lasciare il segno. Lei in serata esclama: «Certo che c’ero!». Dunque c’era.
Era la prima marcia da presidentessa per lei, donna in politica di un partito vicino (Forza Italia), e ospite a sorpresa con i suoi Circoli. Ma quell’incertezza sul suo «esserci» a un certo punto è diventata un’ossessione: «Arriva o non arriva? Noi ci siamo. Chioggia, avanti!», gridava Alberto Boscolo, dei circoli chioggiotti, sorreggendo un cartello double face con la scritta: «Michela, Chioggia ti aspetta» e «Silvio, Chioggia ti aspetta».
La caccia al tesoro è iniziata intorno alle quattro del pomeriggio. Ci sono stati fotografi che hanno percorso per due volte il corteo avanti e indietro. Enrico Lucci delle Iene per la frustrazione di non vederla ha iniziato a importunare tutte le rosse di passaggio, accompagnato dai peggiori schiamazzi: «Erico, lassala perdee!».
«Ha quaranta di febbre», dicevano i ragazzi del circolo della Libertà di Napoli. «E’ a Lecco», si suggeriva da un’altra parte. Per Michela Brambilla parlava la sua gente dei Circoli: da Terracina, Frosinone, Ravenna, Chioggia, Napoli. Bandiere nuovissime, tantissime, «tre a testa», raccontavano i partenopei. Molte confessioni da prima volta: «Io strizzavo l’occhio a sinistra - bisbigliava un pensionato di Terracina, Edervisio Parisi - ma poi l’ho vista in tv e...». Un simpatizzante di An ha fatto lo scambio delle bandiere con un ragazzo dei Circoli, come i calciatori a fine partita. Tutti a parlare di lei, ma nessuno dei simpatizzanti è riuscito a vederla: «No!L’avremmo saputo!».
Poco prima delle 15, Michela Vittoria Brambilla al Giornale dichiarava: «Ho molta tosse, credo che mi sarà fatale nella giornata di oggi». Spiegava: «Stiamo lavorando per costruire un grande partito dei moderati su indicazione del presidente Berlusconi». Avrebbe parlato dal palco? «No, no, è una manifestazione di An». Vicinanza con il partito di Fini? Molta, sul merito, «fisco e sicurezza», ma anche sul metodo, «la piazza». La presenza dei circoli? Massiccia, e «il 30% è formato da iscritti ad An, con tanti elettori della Margherita». Poco dopo, alle agenzie, al telefono, annunciava: «Sono qui, con migliaia dei miei Circoli». Poi nel suo entourage solo telefonini spenti, sms senza ritorno. Di lei nessun segno. Ma «non esiste alcun giallo» per Ignazio La Russa: «Non voleva essere protagonista».
C’è un uomo fortunato: il portavoce di An Andrea Ronchi. Ha passeggiato per qualche metro al fianco di Michela Vittoria Brambilla. Lei conferma: «C’ero. Do dieci e lode a tutti gli amici di An». Non è stata vista perché era «defilata» e poi «imbottigliata». Capita di perdere una caccia al tesoro.