Madre e figlia alla resa dei conti

La giovane attrice sarà presto in tv nei panni di un magistrato

«Buonanotte mamma è uno spettacolo che inseguo da anni. Lo vidi per la prima volta al Festival di Spoleto nell’83 e ne rimasi folgorata. La regia era di mio padre, Carlo Battistoni. Io avevo solo tredici anni ma conservo ancora il ricordo nitido di ciò che provai assistendo alla performance di Giulia Lazzarini e Lina Volonghi: quel giorno decisi che sarei diventata un’attrice. Per anni ho chiesto a mio padre di poter leggere il testo, ma lui mi ha sempre consigliato di pazientare». Quel momento finalmente è arrivato. Gaia De Laurentiis - ex conduttrice di Target e Ciro, ma soprattutto attrice dal solido curriculum teatrale - il 30 gennaio accanto a Valeria D’Obici debutterà alla Cometa con Buonanotte mamma scritto da Marsha Norman per la regia di Nora Venturini. Il racconto, che valse all’autrice il Premio Pulitzer, è un testo duro e crudo che mette in scena una drammatica resa dei conti madre-figlia consumata in tempo reale - un’ora e un quarto in una stanza trasformata in inferno domestico -, con dialoghi da lucida follia che raggiungono picchi emotivi elevatissimi. Ambientato nel soggiorno di una casa di provincia, il terribile conflitto tra Jessie e Thelma Cates esplode nel momento in cui la figlia quarantenne, delusa dal fallimento della propria vita e stanca della consuetudine che la sta logorando, informa l’anziana madre, una sessantenne ancora forte ed energica, di volersi suicidarsi. «Jessie e Thelma hanno un rapporto viscerale, ed è inevitabile vista la situazione: la figlia, depressa e ammalata, si è lasciata fagocitare da una madre vampira. A volte, è da questi legami di amore profondissimo che scaturisce l’odio più cupo - confessa l’attrice -. Anch’io ho avuto un’esperienza familiare non facile e un rapporto per niente idilliaco con mia madre».
In questa battaglia feroce combattuta in proscenio dalle due donne a colpi di parole acuminate, sensi di colpa, accuse, ricatti, frustrazioni, e rinunce - stati d’animo che covano sotto l’apparente normalità dei legami familiari più insospettabili - c’è poco spazio per i sorrisi».
«Certo, il profilo della figlia è di gran lunga più lineare di quello della madre - spiega Gaia, che prossimamente per il piccolo schermo vestirà la toga di un magistrato virago nella fiction Mediaset Io e mamma, interpretata al fianco di Amanda e Stefania Sandrelli -. La madre è un personaggio che mi intriga di più per la sua complessità, ma credo che dovrò pazientare prima di poterla interpretare».
Trentasette candeline appena spente, due figli (Sebastiano dieci anni, e Agnese di tre), e un curriculum teatrale lungo e corposo (ha lavorato con Strehler e Scaparro spaziando dai classici ai musical). Per l’ex volto-immagine di Target, la carriera però non è tutto. «Come la maggior parte delle mamme che lavorano dico che l’indipendenza economica e le legittime aspirazioni si pagano care. Poi c’è il problema di riuscire a mantenere i ruoli, per evitare che saltino gli equilibri familiari, infine bisogna accettare qualche compromesso».