Madre e figlia sgozzate, confessa l'ex convivente: "Ho ucciso per gelosia"

Fahd Bouichou, il marocchino indagato per aver ucciso la sua ex compagna Elisabetta Leder e la figlia Arianna di 18 mesi, è attualmente rinchiuso nel carcere di Capodistria: avrebbe ammesso le proprie responsabilità<br />

Capodistria - Le ha uccise lui, per gelosia. È la prima sconcertante "verità" di Fahd Bouichou, il marocchino accusato di aver sgozzato la compagna e la figlioletta di 18 mesi, a Castagnole di Paese (Treviso). Per assumere il valore di una confessione, però, Bouichou dovrà ripetere ai magistrati italiani, quando sarà estradato dalla Slovenia, le ammissioni fatte davanti al giudice del tribunale di Capodistria, città dov’è attualmente in carcere.

La gelosia Ma già ieri sera nel primo confronto con il magistrato sloveno, l’equivalente dell’interrogatorio di garanzia, il marocchino 26enne non ha negato nulla. Ha cominciato a chiarire le proprie responsabilità, riferisce il questore di Treviso, Carmine Damiano, accennando a un movente: "Un eccesso di gelosia" nei confronti di Elisabetta. Di Arianna, la sua bimba, sgozzata con un’unica, precisa coltellata alla gola, Fahd non ha voluto parlare. Forse solo un inizio di confessione, che dovrà trovare ulteriori conferme. Per spiegare il duplice delitto resta infatti un altro possibile movente: la richiesta di affido esclusivo della piccola Arianna, che mamma Elisabetta aveva comunicato nei giorni scorsi a Fahd.

Omicidio e fuga Il rapporto tra i due giovani era ormai giunto al capolinea. Di questa famigliola italo-marocchina, che ultimamente anche i genitori di Elisabetta vedevano con preoccupazione, restano le ultime foto che ritraggono Arianna e il suo papà, felici, durante una festicciola di Carnevale in casa. La bimba ha un vestito colorato e una coroncina, lui appare divertito con un copricapo di peluche da coniglio. Era il giorno precedente all’esplosione della follia. La sera dopo Elisabetta Leder e la figlioletta sarebbero state trovate in una pozza di sangue, con la gola squarciata. Fahd Bouichou in quel momento stava già fuggendo verso Jesolo in auto, poi con un pullman fino a Trieste, e infine a piedi oltre il confine sloveno, senza una meta.

Incastrato da una telefonbata Che fosse un uomo che si sentiva ormai braccato lo confermerebbe l’ultima telefonata fatta da Fahd alla sorella in Marocco, quella che l’ha tradito: "Nega, nega sempre tutto - ha detto la donna in arabo al fratello - nega anche l’evidenza". Per estradare Bouichou in Italia servirà ancora qualche giorno. Il mandato d’arresto europeo, che ha consentito di velocizzare le procedure, è stato notificato ieri sera al marocchino nel carcere di Capodistria. La sua destinazione finale in ogni caso sarà il carcere di Treviso.

I funerali La procura della Repubblica di Treviso ha dato intanto il nullaosta alla sepoltura di madre e figlia. I funerali, non ancora fissati, potrebbero essere celebrati martedì. La tragedia di Castagnole di Paese ha choccato anche le comunità marocchine di Treviso che hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo a carico di Bouichou.