Madre indigente «vendeva» i figli

Igor Traboni

Un diciassettenne di Alvito, paese a trenta chilometri da Frosinone, è stato arrestato per violenza sessuale su minori, quattro fratellini di età compresa dai 3 ai 9 anni, figli di una coppia indigente dello stesso paese.
Sulla squallida vicenda la Procura dei minori di Roma stava lavorando da un paio di mesi, dopo la prima segnalazione arrivata dalle assistenti sociali del Comune di Arpino, un altro paese della Ciociaria.
Proprio ad Arpino, infatti, dal lunedì al venerdì i quattro bambini sono ospitati presso un collegio, viste le condizioni di assoluta povertà della famiglia, che ha anche altri due figli da mantenere.
Il sabato e la domenica, però, i quattro fratellini, tutti maschietti, tornavano a casa dai genitori e le assistenti sociali di Arpino, al ritorno dai fine settimana, hanno iniziato a notare degli atteggiamenti decisamente sospetti. Nel timore che i piccoli venissero maltrattati in famiglia, hanno mandato una prima informativa alla Procura dei minori, ma in realtà il timore si è rivelato purtroppo ancor più drammaticamente fondato: prima il più grande dei fratellini e poi gli altri tre hanno infatti ammesso che, anzi, erano contenti di tornare in paese «perché quell’amico di mamma ci porta a casa sua, ci fa vedere certi filmini e poi ci regala qualcosa da mangiare e dà dei soldi a mamma». Come raccontato, appunto, dai piccolini agli operatori comunali.
A questo punto sono scattate le indagini anche da parte dell’ufficio minori della Questura di Frosinone che ha rintracciato e messo alle strette un diciassettenne di Alvito, ritenuto responsabile di vere e proprie violenze sessuali sui quattro ragazzini e per questo raggiunto da un provvedimento restrittivo nella mattinata di ieri.
La Procura di Cassino ha invece denunciato la madre dei bambini per l’ipotesi di reato di favoreggiamento. I poliziotti, infatti, hanno accertato che era la donna a spingere i suoi bambini dal vicino di casa, uno studente appartenente a una famiglia facoltosa, in cambio di poche decine di euro per ogni «incontro».
I bambini per ora resteranno nel collegio di Arpino, ma stavolta non potranno far ritorno a casa neppure nei fine settimana. La Procura dei Minori sta ora vagliando anche la posizione degli altri due fratelli più grandi.