La madre del killer: perdonateci pure a me hanno ucciso una figlia

«Nicolae ha dei problemi psichici e quel giorno era ubriaco, ma non credo che sia stato lui. È stato picchiato»

Signora Mailat, suo figlio Nicolae è accusato di aver seviziato, picchiato e ucciso una donna. Vuole dire qualcosa ai familiari di Giovanna Reggiani?
«Chiedo perdono. Perdono al marito e alla famiglia. Anche se so che non perdoneranno mai. Non lo perdoneranno mai. Sono una madre e so cosa vuol dire un dolore del genere».
Ritiene suo figlio colpevole?
«Non ci posso credere che mio figlio sia capace di quello che ha fatto. Lui ha dei grossi problemi psichici. È cresciuto in un orfanotrofio. È stato in un centro di recupero per tre anni e si è piantato cinque chiodi nella testa. Aveva tanti problemi psichici. Non era più normale. Non posso credere che ha fatto questa cosa. Ho sentito che quel giorno era ubriaco. Credo che i poliziotti italiani lo abbiano un po’ picchiato per farlo parlare».
Perché dice così?
«Ho sentito che è pieno di lividi. Lo obbligano a riconoscere il delitto».
Cosa vuole aggiungere ai familiari di Giovanna Reggiani per lei e per suo figlio?
«Io sono una madre. Mi rendo conto della strage che è successa. Io ho perso una figlia, che è morta e ora mi succederà di perdere il maschio, Nicolae. Io so cosa sente la famiglia della signora. Ci sono passata da questi dolori».
Cosa le è successo?
«Anche a me è stata ammazzata una figlia. Mi dispiace per la famiglia della signora e chiedo di perdonare per quello che è successo».
Non può credere che Nicolae abbia ucciso, ma la magistratura lo accusa e c’è una testimone.
«L’omicidio no, non penso che lui l’abbia fatto, non posso pensarlo. In Romania non ha fatto neanche il militare perché è stato esonerato. Lui è stato in galera in Romania, ha fatto la galera. È il mio figlio, l’ho cresciuto io. Penso che in galera l’hanno rovinato. È successo lì. E se ha fatto quello che ha fatto, allora ha sbagliato».
Dove ha abitato qui in Italia, signora?
«Nel campo, nei container. Ma io non ho mai rubato. Chiedo solo l’elemosina ai semafori e la carità per la strada».
Cosa farà adesso? Molti romeni potrebbero essere rimpatriati, i campi rom vengono sgomberati, e suo figlio Nicolae è in carcere con un’accusa pesantissima per quello che è successo.
«Io non vado via di qua senza mio figlio, non torno a casa in Romania senza di lui. Rimango in Italia».
Intervista tratta da «Realitatea tv»