Madre rifiuta lavoro e perde anche i sussidi

Dopo la pioggia di cartelle pazze per auto e affitti agevolati, ancora una brutta storia di burocrazia, anzi un’applicazione paradossale della legge, che viene dalle istituzioni genovesi. A denunciarla questa volta è Pietro Gambolato, difensore civico della Provincia, che ha reso noto il caso di una trentenne genovese, privata per sei mesi dello stato di disoccupazione e di tutti i benefici conseguenti, dopo aver rifiutato un lavoro incompatibile con la sua situazione familiare.
«Siamo di fronte all’applicazione di una legge che non risponde allo spirito della legge stessa - spiega l’ombudsman, al quale la donna si è rivolta - la norma è stata concepita per evitare che gli iscritti alle liste di disoccupazione possano rifiutare a ripetizione e senza giustificati motivi le proposte dei centri per l’impiego. La signora, invece, con due figli minori e malati a carico, ha risposto a un bando pubblico per un posto di due mesi da bidella nella convinzione di poter affrontare l’incarico. Quando però è risultata vincitrice ha scoperto che l’orario (dalle 13 alle 20 con possibilità di prolungamento fino alle 22) era incompatibile con le condizioni di salute dei suoi bambini e ha dovuto rifiutare». «Spero che non solo questo caso trovi presto una soluzione ma che serva anche a spronare le amministrazioni ad applicare le leggi con più buon senso- conclude Gambolato, che evidenzia le differenze tra la sua assistita e i cosiddetti “disoccupati di mestiere”- casi del genere non devono ripetersi».