Madre Teresa, uno scoop lungo 5 anni

Le notizie provenienti d’Oltreoceano, si sa, hanno sempre un tocco di autorevolezza in più. Se poi c’è di mezzo addirittura «un’anticipazione» del Time, la questione si fa davvero seria. Ed ecco che lo scoop sulle «lettere inedite» che rivelano la «notte oscura» di Madre Teresa di Calcutta, il «vuoto spirituale» che per decenni ha attanagliato la religiosa vicina ai più poveri tra i poveri, rilanciata dalle agenzie internazionali, ottiene l’onore di molte prime pagine anche in Europa e in Italia, con immancabili ricadute nei Tg di casa nostra. In sintesi: un nuovo libro avrebbe «gettato ombre» sulla figura della suorina di origine albanese, nata Agnese Gonxha Bojaxhiu, morta nel settembre di dieci anni fa e beatificata a tempo record da Papa Wojtyla nel 2003. Un «libro-choc» curato nientemeno che dal postulatore del processo canonico, nel quale sarebbero state finalmente «rivelate» missive spedite da Madre Teresa al direttore spirituale in un arco di oltre cinquant’anni e dalle quali emerge «l’assenza di Dio» di cui fu vittima la futura beata. Attenzione: è tutto vero. Quelle lettere esistono e raccontano proprio questa prolungata aridità spirituale, un’esperienza peraltro vissuta da molti altri santi, in particolare mistici, come Teresa d’Avila e Giovanni della Croce. Le presunte «ombre», che hanno fatto ripetere in queste ore a qualche ateo che «la religione è un’invenzione umana» provocando qualche insinuazione su una presunta doppiezza di Madre Teresa, non sono affatto «ombre» ma sono invece prove ben conosciute, che i teologi ritengono consentite da Dio per purificare certe anime. Appartengono infatti alla biografia di uomini e donne elevati all’onore degli altari dalla Chiesa cattolica nel corso della sua storia.
Dove sta, allora, il problema? Sta nel fatto che la presunta «rivelazione» era già nota da ben cinque anni. Quelle lettere, agli atti della causa di beatificazione di Madre Teresa (lei avrebbe desiderato venissero bruciate), erano state visionate e rese pubbliche da un giornalista italiano, Saverio Gaeta, nel libro «Il segreto di Madre Teresa» (Edizioni Piemme, 2002), dal significativo sottotitolo: «Il diario e le lettere inedite dei colloqui con Gesù riportati alla luce dal processo di beatificazione». Già allora si parlò ampiamente della «notte oscura». Già cinque anni fa, dunque, si discusse largamente dei dubbi che accompagnarono l’intera l’esistenza della piccola grande religiosa e non soltanto qualche raro o passeggero momento di buio. Già allora vi furono titoli sui quotidiani, ampi servizi sui rotocalchi nostrani e persino, nel dicembre di quell’anno, un’intera serata televisiva di approfondimento dedicata proprio su questo argomento nella trasmissione «Excalibur» condotta da Antonio Socci su Raidue. Dubbi e tormenti, aridità spirituale furono esperienze così costanti nella vita della beata Madre Teresa che la religiosa, già in età avanzata, venne persino sottoposta a dei riti di benedizione molto vicini all’esorcismo, come si leggeva fin da allora negli articoli pubblicati dai quotidiani italiani.
Il «lancio» in grande stile del nuovo volume, curato da padre Brian Kolodiejchuk e intitolato «Mother Teresa: Come Be My Light», in uscita il 4 settembre negli Stati Uniti, ha dunque fatto fare il giro del mondo a una notizia vecchia di cinque anni, peraltro rintracciabile sul Web in un saggio messo online dallo stesso padre Brian un anno dopo l’uscita del libro di Gaeta, in occasione della beatificazione del 2003, dov’era nuovamente e puntualmente descritta con dovizia di citazioni proprio la lunghissima crisi spirituale di Madre Teresa. Queste righe possono rappresentare un utile promemoria per i nostri lettori, quando, fra due o tre anni, forse in occasione della canonizzazione della beata, risentiranno parlare di lettere «inedite» sulla «santa che dubitava di Dio», magari questa volta «rivelate» da un’anticipazione di Newsweek.
Andrea Tornielli
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